L’indagine Anac su Life Electric. Sponsorizzazione nel mirino

È legittimo per un ente locale – un Comune, in particolare – concedere a un privato l’opportunità di sfruttare l’immagine pubblica a fini commerciali? Se lo chiede da mesi l’Autorità Nazionale Anti- Corruzione (Anac) a proposito del contratto stipulato da Palazzo Cernezzi alcuni anni fa per il recupero della diga foranea e la realizzazione del monumento ad Alessandro Volta ideato da Daniel Libeskind.

Alla fine di giugno, l’Anac ha inviato al Comune di Como una nuova serie di contestazioni e di richieste di chiarimento relative al progetto di The Life Electric.

Le osservazioni di Anac e le risposte dei dirigenti comunali non sono state rese note. L’ufficio stampa dell’Autorità Nazionale ha confermato l’invio degli atti e ha spiegato i motivi della mancata pubblicazione sul sito Internet dell’istituzione. Non si tratta di pronunciamenti ufficiali ma di scambio di corrispondenza in fase istruttoria. Anche il Comune ha negato l’accesso alla stampa, adducendo sostanzialmente gli stessi motivi.

Da quanto è stato possibile ricostruire attraverso le poche fonti che hanno avuto accesso all’incartamento, le contestazioni di Anac sarebbero innanzitutto di carattere procedurale. Metterebbero cioè in risalto la possibile inefficacia di un contratto basato su uno scambio “impossibile” per un ente locale. Ovvero, la realizzazione di un’opera pubblica in cambio dello sfruttamento «non quantificato» di immagine da parte del privato attuatore della stessa opera.
Rilievi, poi, sarebbero stati mossi anche sulla validità di un progetto realizzato interamente da terzi per conto dell’amministrazione comunale. Altro punto significativo, almeno stando alle indiscrezioni raccolte, riguarda la partecipazione al bando di un solo e unico concorrente. Lo stesso con cui, in sostanza, l’ente pubblico aveva in precedenza concordato i termini della donazione.

Come forse si ricorderà, sempre a proposito del monumento di Daniel Libeskind, le prime mosse di Anac risalgono al settembre dello scorso anno.
Poche settimane dopo l’insediamento della giunta di centrodestra i dirigenti dell’Anti-Corruzione avevano scritto a Palazzo Cernezzi facendo una richiesta di documentazione.
A gennaio di quest’anno, il segretario generale dell’ente Andrea Fiorella e la dirigente Rossana Tosetti erano stati convocati a Roma ma nessuno ha mai avuto notizia di che cosa sia stato loro chiesto, né tantomeno delle risposte date ai funzionari dell’Anac. Dopo quella audizione, trascorsi alcuni mesi, si è arrivati alle nuove contestazioni di fine giugno e alle successive repliche, già spedite negli uffici della capitale.

A quanto è dato sapere, il testo delle controdeduzioni di Palazzo Cernezzi è stato curato dai dirigenti e non è passato attraverso la giunta. La stessa giunta non avrebbe nemmeno ricevuto un’informativa sulla questione, ma di questo non vi sono conferme precise. Non è da escludere cioè che il sindaco abbia in realtà letto il documento prima che venisse inviato all’Anac. Adesso si attende soltanto il definitivo pronunciamento dell’Autorità Anti-Corruzione, che potrebbe arrivare nel giro di alcune settimane.

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