L’indagine giudiziaria a Como: «La domanda di non pagare le tasse caratterizza questa porzione di territorio»

Tribunale Como

«La domanda di non pagare le tasse caratterizza questa porzione di territorio. Le modalità sono contenute nell’ordinanza. E dove c’è la domanda, poi si trova anche l’offerta». Sono parole pesantissime quelle usate ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa via web, dal pubblico ministero Pasquale Addesso, titolare del fascicolo che ha portato alle ordinanza di ieri mattina e pure, ovviamente, del precedente blitz che risaliva allo scorso mese di giugno. All’incontro on-line con la stampa erano presenti anche il Procuratore capo, Nicola Piacente, il colonnello della Guardia di Finanza Giuseppe Coppola e il tenente colonnello Samuel Bolis, comandante del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Como.
«Il sistema corruttivo esisteva da tempo a Como e si stava estendendo anche a Varese – ha proseguito Addesso – C’erano tutti gli elementi: corruttori, corrotti e facilitatori. Il quadro è allarmante, anche per la pluralità di studi che hanno offerto servizi alla corruzione. Il tutto, bisogna sempre ricordarlo, a discapito di chi si è sempre comportato correttamente e che non era concorrenziale con i colleghi sleali». «C’è un altro quadro che ne ha risentito – ha proseguito il pm – ed è stato quello delle procedure fallimentari, con le istanze che con questi metodi venivano ritardate».
«Voglio però sottolineare la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate di Como e con la commissione che ha analizzato le segnalazioni – ha aggiunto il procuratore, Nicola Piacente – I rapporti dei commercialisti con i funzionari corrotti erano esclusivi, non c’era una associazione a delinquere. Forze sane all’interno dell’Agenzia ci hanno consentito di arrivare a questi arresti».
La parola è poi passata al Colonnello Coppola: «L’Agenzia di Como riparte avendo fatto pulizia al suo interno. Hanno collaborato e ci hanno aiutato. Il numero di chi ha infangato il nome dell’Ente non ha inciso sul funzionamento della macchina dell’Agenzia».
«Lo spaccato che abbiamo osservato con questa indagine è tuttavia disarmante – ha poi concluso il comandante del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria – C’è una corruzione seriale tra funzionari e commercialisti o professionisti, il tutto a danno di chi è onesto. Abbiamo osservato una preoccupante serialità anche nelle piccole tangenti, quelle in cui venivano versati 500 euro a pratica ma con danni all’erario anche di 150mila euro». La chiusura è stata ancora del Procuratore di Como, Nicola Piacente: «Voglio manifestare un sincero apprezzamento per il grande sforzo investigativo e organizzativo profuso, nonostante l’attuale emergenza sanitaria, dalla Guardia di Finanza nello svolgimento di indagini di particolare complessità, nonchè nell’assicurare puntuale adempimento alle deleghe di questa Autorità Giudiziaria, nella esecuzione dei provvedimenti cautelari richiesti da questo Ufficio. Questo dimostra come l’attività di contrasto non si sia mai fermata, nemmeno con queste settimane scandite dal coronavirus».
Dipendente sospeso
Ieri pomeriggio infine, a margine del nuovo blitz e degli arresti che hanno turbato nuovamente la città, è giunto un comunicato stampa firmato dall’Agenzia delle Entrate di Como che qui riportiamo integralmente, e che conferma le parole di ringraziamento espresse dagli inquirenti nel corso della conferenza stampa: «In riferimento all’arresto di oggi (ieri, ndr) del funzionario dell’Agenzia di Como, l’Agenzia delle Entrate precisa che si tratta del prosieguo dell’indagine avviata lo scorso anno in seguito ad una segnalazione di dipendenti dell’amministrazione stessa – è l’incipit del testo inviato dall’Ente – L’Agenzia assicura che la collaborazione è proseguita in questi mesi e che continuerà per aiutare gli inquirenti ad acquisire elementi utili a fare luce sulla vicenda, anche con riferimento agli altri indagati».
Poi la notizia: «L’Agenzia delle Entrate ha disposto il provvedimento di sospensione obbligatoria del dipendente – è la conclusione del comunicato – e provvederà ad attivare il previsto procedimento disciplinare. Siamo anche pronti ad assumere ulteriori misure, sanzionatorie e risarcitorie, a tutela della dignità delle tante lavoratrici e dei tanti lavoratori che operano onestamente e dell’immagine dell’Amministrazione finanziaria».

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