«Linea dura, sono delinquenti»

La reazione della polizia
Il sindacato: sanzioni pesanti a tutela di agenti e supporter
Massima allerta e linea dura. Il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) di Como invoca provvedimenti drastici dopo l’inquietante episodio di domenica scorsa. Gli agenti della questura, prima dell’inizio della partita, hanno sequestrato un borsone nel quale erano nascosti bastoni e coltelli.
«È stato davvero passato il segno», denunciano i sindacalisti della polizia.
Le forze dell’ordine, domenica scorsa, avevano predisposto il servizio d’ordine come previsto in caso di una partita considerata a rischio. Da Venezia, in realtà, non sono arrivati che due supporter. Con la curva della squadra di casa chiusa per squalifica, però, i problemi di sicurezza sono stati creati comunque dalla tifoseria azzurra. O meglio, da una frangia che, come denuncia lo stesso Sap, il sindacato che rappresenta la maggior parte degli agenti della provincia di Como, «non può essere accomunata alla tifoseria perché si tratta di teppisti, in qualche caso probabilmente sarebbe più corretto dire delinquenti».
L’attenzione si è spostata dunque inevitabilmente sul fronte cittadino e anche gli agenti che erano destinati alla curva ospiti si sono riorganizzati diversamente.
Se il borsone non fosse stato trovato e sequestrato in tempo, a detta del sindacato di polizia, il rischio era che davvero si scatenasse una guerriglia urbana. «È un segnale davvero brutto – denunciano i sindacalisti – Episodi così gravi a Como fortunatamente non si verificavano da molto tempo. A questo punto, è necessario alzare al massimo il livello di guardia e di allerta. È indispensabile prendere provvedimenti duri, altrimenti c’è il rischio concreto che a pagare le conseguenze siano persone che non c’entrano nulla con questi gruppi di teppisti».
Il pericolo, dalla segreteria del Sap lo scandiscono a chiare lettere, riguarda l’incolumità sia dei tifosi che vanno allo stadio per assistere a una partita sia degli stessi agenti impegnati nel servizio d’ordine.
«Chiediamo l’applicazione delle sanzioni più dure possibili – ripetono dal Sap – Questo per tutelare sia i colleghi, gli agenti delle forze dell’ordine che sono allo stadio per lavorare, sia i tifosi veri, quelli che non hanno nulla a che fare con il gruppetto di delinquenti che mette a rischio la sicurezza di tutti».
«La linea dura è l’unica risposta possibile – conclude la segreteria del Sap – Vogliamo che sia applicata la legge in modo esemplare, con il riconoscimento delle responsabilità di persone che allo stadio non devono più andare».
I dirigenti del Como, pur senza entrare nello specifico in attesa degli sviluppi delle indagini delle forze dell’ordine, ribadiscono la presa di posizione già resa nota nei giorni scorsi, dopo la squalifica della curva. «La Società – aveva scritto il consiglio di amministrazione – non si è mai riconosciuta in questo tipo di tifo, peraltro minoritario rispetto alla passione, all’entusiasmo e alla generosità di tanti, tantissimi altri sostenitori».
Una tesi ribadita ieri da Guido Gieri, raggiunto telefonicamente. «Non posso entrare nello specifico di fatti dei quali non conosciamo i dettagli e sui quali dovranno pronunciarsi le forze dell’ordine – ha detto il dirigente azzurro – Non possiamo dare un giudizio, ma ribadiamo quanto indicato in un apposito comunicato stampa diffuso proprio dopo la squalifica della curva».

Anna Campaniello

Nella foto:
Sopra, i due tifosi della squadra avversaria al Sinigaglia. A sinistra, il dirigente azzurro Guido Gieri

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