L’Insubria dietro le quinte dei Nobel della medicina

Una parte del team insubrico con, da sinistra, Annalisa Grimaldi, Nicolò Baranzini, Raffaella Cinquetti, Paola Campomenosi ed Elena Bossi

Un legame unisce i Premi Nobel della Medicina 2021, David Julius e Ardem Patapoutian, e i laboratori dell’Università dell’Insubria. Qui infatti si studiano i sensori per i quali è stato assegnato il riconoscimento.
I team di ricerca di Fisiologia umana e di Fisiologia cellulare e molecolare sono da anni al lavoro sui meccanismi di percezione della temperatura e del dolore scoperti dal californiano David Julius, con il quale hanno condiviso materiali di studio.
Julius ha utilizzato la capsaicina, il “principio attivo” del peperoncino che induce una sensazione di bruciore, per identificare nelle terminazioni nervose un sensore che risponde al calore. Ardem Patapoutian ha utilizzato cellule sensibili alla pressione per scoprire una nuova classe di sensori che rispondono a stimoli meccanici nella pelle e negli organi interni.
Queste scoperte rivoluzionarie, avvenute tra il 1997 e il 2010, hanno avviato un’intensa attività di ricerca a livello internazionale, alla quale l’ateneo di Varese e Como partecipa con due contributi significativi. In particolare il professor David Julius, che opera all’Università della California a San Francisco, ha fornito alcuni materiali al team insubrico.
Nel laboratorio di Fisiologia cellulare e molecolare, coordinato dalla professoressa Elena Bossi, utilizzando le stesse tecniche del Premio Nobel David Julius e alcuni materiali provenienti proprio dal suo laboratorio, sono stati identificati alcuni dei responsabili del dolore cronico.
Allo studio hanno partecipato i ricercatori del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita: Stefania Fozzato, Nicolò Baranzini, Elena Bossi, Raffaella Cinquetti, Annalisa Grimaldi, Paola Campomenosi e Michele Francesco Surace. I risultati sono stati pubblicati di recente sull’European Journal of Physiology e nella recente tesi di dottorato di Stefania Fozzato.
Nel laboratorio di Fisiologia umana coordinato dalla professoressa Daniela Negrini è stato invece studiato il ruolo dei Trpv4 nella contrattilità del sistema linfatico.

Il lavoro è stato pubblicato alla fine dello scorso anno sull’American Journal of Physiology, a cura dei ricercatori del Dipartimento di Medicina: Eleonora Solari, Cristiana Marcozzi, Michela Bistoletti, Andreina Baj, Cristina Giaroni, Daniela Negrini e Andrea Moriondo. Il professor Moriondo, responsabile dello studio, ha iniziato il suo percorso di ricercatore al Neuroscience research center del Kings’ College di Londra dove, in parallelo con il laboratorio di Julius, veniva caratterizzato uno dei primi Trp, proprio quello sensibile alla capsaicina.

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