L’Islam tra Rebbio e Camerlata

altMusulmani: centro in via Pino, moschea in via Turati e ora Ramadan nella palestra di via Cuzzi
(e.c.) Il nuovo polo territoriale di riferimento per la comunità islamica di Como nascerà “ufficialmente” tra il 28 e il 29 giugno prossimi. Ossia, in perfetta coincidenza con l’avvio del Ramadan, il mese sacro per i musulmani. E non è difficile capire quale sia la zona di Como destinata ad assumere il ruolo di stella polare urbanistico-spirituale per la folta comunità straniera presente nel capoluogo.
Si tratta del fazzoletto di città compreso tra Camerlata e Rebbio, con la prima zona

storicamente molto “calda” (e tempestosa) in tema di rapporti tra comaschi e islamici.
Si ricorderà, infatti, lo scontro al calor bianco tra musulmani e Lega Nord nel 2005, quando – al termine di un confronto anche durissimo tra le parti – Palazzo Cernezzi chiuse d’imperio la moschea abusiva di via Domenico Pino (successivamente riaperta come centro culturale islamico, tuttora pienamente operativo).
Ora, comunque, con il mese sacro del Ramadan alle porte, la giunta comunale ha approvato la concessione agli islamici della palestra pubblica della scuola di via Cuzzi.
Si tratta della stessa soluzione adottata ormai da due anni grazie a un’intesa tra islamici e amministrazione comunale. Il punto è che, quest’anno, l’ipotesi sembrava tramontata a causa del periodo anticipato nel quale cade il Ramadan (al via tra il 28 e il 29 giugno, mentre in passato si era svolto ad agosto). Ieri, invece, come già accennato, l’esecutivo – su proposta particolare dell’assessore alla Sicurezza, Marcello Iantorno – ha dato il benestare all’utilizzo della struttura, evidentemente sfruttando una fine anticipata di tutte le attività didattiche. Di fatto, quindi, mentre il centro culturale islamico di via Domenico Pino continuerà a essere attivo come ritrovo di carattere non religioso, in via Cuzzi la comunità islamica si ritroverà per pregare.
E, nello stesso momento, a chiudere un ideale triangolo, in via Turati – a non più di 500 metri da via Domenico Pino – proseguiranno le attività del terzo centro islamico della zona.
Si tratta dei locali al civico numero 8, recentemente balzati agli onori delle cronache per le polemiche della Lega Nord sul possibile svolgimento (non autorizzato) anche di attività religiose. Un caso, in realtà, spento sul nascere, ancora una volta, proprio dall’assessore Iantorno.
Il quale ha affermato che, non dando la comunità turca alcun problema ai vicini e in genere ai residenti della zona, se anche i frequentanti vi si trovassero per pregare non farebbero nulla di male. E, in effetti, al di là di una nuova serie di strali lanciati dal consigliere del Carroccio, Diego Peverelli, sulle parole dell’assessore, in via Turati le attività sono proseguite come se niente fosse accaduto.
E, probabilmente, esattamente come in via Cuzzi (almeno per un mese) e in via Pino (da anni), vi proseguiranno per sempre.

Nella foto:
La facciata dell’ex moschea abusiva di via Pino, ora candidata numero uno a ospitare le preghiere del Ramadan

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