Paratie ferme, ma il Comune paga

altIl calvario sul lungolago
Burocrazia surreale: opere bloccate da quasi 18 mesi eppure i privati incassano un “avanzamento lavori”
(e.c.) Il cantiere delle paratie è fermo dal 19 dicembre 2012. Eppure il Comune di Como ha appena pagato alla ditta 511mila euro per “avanzamento lavori”. Sembra davvero che, oltre alle sventure tecnico-politiche che da ormai 6 anni e mezzo si abbattono con continuità sul maxi-cantiere, anche i paradossi della burocrazia siano intenzionati a ritagliarsi un proprio spazio. Difficile, altrimenti, credere al contenuto della determina dirigenziale appena firmata dal responsabile del settore Opere

pubbliche, Pietro Gilardoni.
Questo grottesco paragrafo inscritto nel romanzo dei lavori sul lungolago nasce, di fatto, con l’insediamento dell’attuale giunta di centrosinistra (primavera 2012). Come noto, infatti, l’allora neosindaco Mario Lucini dichiarò ripetutamente anche in campagna elettorale di voler rivedere in maniera sostanziale alcune parti del progetto originario per le paratie e la passeggiata. Ed effettivamente il primo cittadino si mosse subito in questa direzione. Tanto è vero che, già alla fine del 2012, Palazzo Cernezzi avviò – tramite studi di fattibilità e incarichi esterni di varia natura – l’opera di revisione di alcune opere, in buona parte le stesse che sono ora oggetto della terza perizia di variante. Il punto, però, è che quella fase prettamente teorico-progettuale coincise anche con l’inattività dell’azienda titolare dei lavori, cioè la veneziana Sacaim.
Una situazione insostenibile sul lungo periodo, naturalmente, soprattutto perché esponeva l’amministrazione al concreto rischio di vedersi chiedere penali milionarie per aver “costretto” i privati a non lavorare (sebbene, naturalmente, i problemi connessi al cantiere fossero, e tuttora siano, molti altri).
Nel dicembre 2012, quindi, ecco l’accordo tra Sacaim e Palazzo Cernezzi per uno stop temporaneo ma formale a tutti gli effetti dei lavori. Come detto, il documento in questione venne siglato dal Comune il 19 dicembre di due anni fa (e da allora lo stop è tuttora in vigore). Qualche tempo fa, però, a dispetto di una assoluta e perdurante inattività lunga poco meno di 18 mesi, Sacaim ha chiesto al Comune il riconoscimento delle opere pregresse, chiedendo il pagamento dell’ottavo stato di avanzamento. Quello che, proprio ora, il Comune ha deciso di saldare con un assegno di 511mila euro. Il tutto mentre, amara ironia della sorte, sul lungolago, da un anno e mezzo, “lavorano” soltanto mosche e piccioni.

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