Liste d’attesa allungate da scelte demagogiche

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di Mario Guidotti

Uno degli ultimi atti del governatore della Lombardia nel 2019, con l’assessore di Sanità e Welfare, è stato chiamare i direttori generali di aziende ospedaliere ed agenzie della salute (ex Asl) per sensibilizzarli al problema delle liste d’attesa per l’anno appena iniziato. Sembra si sia concluso, come sempre, e purtroppo aggiungiamo noi, con una generica e molto probabile decisione di aumentare i volumi di visite e prestazioni, magari anche in giorni festivi e prefestivi.

Lo sanno tutti, ma proprio tutti quelli che hanno frequentato corsi di gestione e organizzazione sanitaria: questo è l’unico settore dove l’offerta genera la domanda. Vuol dire che se domani viene aperto un qualunque ambulatorio, convenzionato ovviamente, cioè con erogazione del Servizio Sanitario Nazionale (finanziato da quelli che pagano le tasse nel nostro Paese) anche sull’isola Comacina, dopo due giorni state sicuri che è al completo, con attese di settimane e mesi, nonostante altri centri sul territorio offrano il medesimo servizio.

Ci sono due aggravanti a questa decisione, che ovviamente non risolverà il problema delle liste d’attesa: una, lo sanno anche i bambini, è che stanno scomparendo i medici specialisti, l’altra è che il nostro Governo centrale con un’altra ideona demagogica ha cancellato il cosiddetto super-ticket sulle prestazioni specialistiche da dopo l’estate, sembra. Quest’ultimo era il dito nella falla della diga, che quindi si sgretolerà. Ah, ma i nostri amministratori hanno previsto e risolto tutto: i medici della nostra Regione, su base volontaria, potranno fermarsi fino a 70 anni. E secondo voi, staranno a lavorare quelli totalmente in burn-out (si  legge “scoppiati”) che stanno scappando a gambe levate massacrati da turni incessanti e burocrazia opprimente o quelli di settori di nicchia, magari super pagati, che si sarebbero fermati comunque perché attratti dal settore privato accreditato? E praticamente: prima si aspetta di rimanere senza medici, poi si fa (tanto per dire) programmazione, fermando chi è più vecchio.

Ditemi voi se un’azienda potrebbe salvarsi in una realtà del genere, figuratevi una nazione, o una regione che ha le dimensioni  e la popolazione di una nazione.

Riguardo al cosiddetto super-ticket, ne abbiamo già scritto, si può fare una manovra più demagogica di questa affermando: “Così noi abbassiamo le tasse”? Sarebbe come chiedere chi non vuole bene alla mamma. Ma non si dice che così facendo le liste d’attesa esploderanno. E pensate che tenere aperti gli ospedali e gli ambulatori sabato e domenica (con quali medici poi?) sia la soluzione? Allora che proposte?

Solo una, si chiama appropriatezza. Solo gli esami veramente utili, solo le visite che servono, e la giusta prevenzione. La ministra Lorenzin ci aveva provato, ma siccome in Italia politicizziamo anche la salute, è stata massacrata. Per la verità non solo per quello, anche per i muri eretti in difesa di caste varie. Per questa volta, potremmo pensare unicamente alla salute dei cittadini?

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