Lo stadio divide la città. Polemica sul Sinigaglia

Dopo Como-Inter – I residenti sono infuriati ed esasperati. Ma il sindaco Lucini replica: «Lo spostamento non è possibile». Brunati: «Abbiamo un impianto unico al mondo»
«Lo stadio qui non deve esserci». «Ogni volta che gioca il Como si paralizza la città». «Sono almeno 20 anni che si parla invano di uno spostamento». «La situazione è invivibile». E ancora: «L’atmosfera e il traffico sono allucinanti», «mi è anche capitato di trovarmi la macchina danneggiata». Potremmo continuare ancora. Sono le parole dei residenti dell’area in cui si trova il Sinigaglia, lo stadio che martedì sera è tornato prepotentemente alla ribalta per i disordini
precedenti e successivi all’amichevole tra Como e Inter.
Il malumore dei cittadini che vivono attorno all’impianto, ieri ha trovato una sponda fertile nelle parole dell’assessore al Patrimonio, Marcello Iantorno, che ha tuonato: «È necessario avviare subito la riflessione per decidere di spostare dal centro città, in zone lontane, lo stadio per il Calcio Como. Come noto, attualmente non è ancora stato discusso e firmato il nuovo contratto di affitto dello stadio: ciò avverrà tra poche settimane e sarà bene prevedere in questa occasione una durata breve dell’affitto, di un paio di anni al massimo, e al contempo avviare una stringente riflessione sulla futura destinazione».
Futuro del Sinigaglia, dunque, lontano dal centro come auspicato anche dai residenti? Non sembra, almeno sentendo le parole del portavoce del club azzurro, Daniele Brunati, a colloquio ieri mattina con il sindaco di Como, Mario Lucini, proprio su questa vicenda. «Il nostro stadio è unico al mondo per posizione e suggestione – dice Brunati – Solo Montecarlo può competere con noi. Per questo nei nostri progetti non c’è, come prima opzione, lo spostamento della struttura. Al momento abbiamo altre priorità, e non possiamo nemmeno far finta di non vedere come molto dipenda dai risultati sportivi che otterremo. Ma se un domani ci troveremo a dover affrontare l’adeguamento dello stadio, la nostra prima opzione cadrà sull’ammodernamento del Sinigaglia. Un mio sogno? Creare, nei distinti, una vista ancora più ampia sul lago, che lascerebbe senza fiato gli spettatori. Anche i dirigenti dell’Inter, martedì scorso, sono rimasti entusiasti dalla collocazione dell’impianto».
«Detto questo – conclude Brunati – quando investiremo sullo stadio lo faremo per una struttura che dovrà essere aperta anche ad altri sport e utilizzabile sette giorni su sette, e non lo faremo certo per poi trovarci di fronte a gente che spacca tutto per una partita amichevole. Non vogliamo incivili e vandali, vogliamo i veri tifosi. E comunque, proprio questa mattina è stato il sindaco a rassicurarmi sul fatto che lo stadio non si sposta». Giriamo dunque la parola proprio al primo cittadino, ieri intervenuto a Etv. «Il programma elettorale è chiaro – ha detto Mario Lucini – puntiamo a una riqualificazione della zona con uno stadio aperto e polifunzionale, servono interventi per restituirlo alla città». «In questa fase – ha aggiunto – lo spostamento non è praticabile, non è un’ipotesi di breve o medio termine. Certo, in caso di promozione del Como, si dovrà riflettere ma al momento nè il Comune nè la società hanno le risorse». La chiusura è un auspicio: «È importante che ciascuno, cittadini, club, amministrazione, lavori per recuperare un nuovo clima, fuori e dentro gli stadi».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Uno stadio con vista lago: secondo il portavoce del Como, Daniele Brunati, solo gli impianti di Montecarlo hanno una vista pari a quella lariana

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