Lombardia a statuto speciale, il dibattito si accende

alt L’iniziativa ispirata dal referendum in Scozia
La proposta è stata rilanciata dal governatore Roberto Maroni
L’imminente referendum per l’indipendenza della Scozia ha riacceso anche in Lombardia il dibattito sull’opportunità di chiedere il parere dei cittadini sulla proposta di rendere la regione a statuto speciale. Preme sull’acceleratore in particolare la Lega Nord, con il presidente Roberto Maroni in prima fila per sostenere il progetto.
Il 18 settembre prossimo, i cittadini scozzesi si pronunceranno sull’eventuale indipendenza dal Regno Unito. «In Gran Bretagna il governo inglese ha permesso

che la Scozia potesse convocare un referendum sull’indipendenza – ha detto Roberto Maroni lunedì scorso – Da noi, il governo fa il contrario: il Veneto ha già approvato una legge per poter indire una consultazione come in Scozia, ma Roma ha detto “no” e l’ha impugnata».
«Ciò che io sostengo – ha aggiunto il presidente della Regione – è un referendum non per l’indipendenza, ma per la Lombardia a statuto speciale. Voglio che su questo tema sia data la parola al popolo sovrano. Non bisogna avere paura di quello che pensa la gente».
Una tesi sostenuta con forza da Dario Bianchi, consigliere regionale della Lega Nord. «Vogliamo portare avanti il progetto del referendum, come è già stato fatto anche nel Veneto, che ha approvato una legge apposita in consiglio regionale – dice l’esponente lariano del Carroccio – La Lombardia deve fare lo stesso, è giusto così».
«In Scozia quello che noi chiediamo è stato concesso dal Regno Unito – aggiunge Dario Bianchi – Non è giusto che da noi in Italia invece sia negata questa possibilità. È un esempio di democrazia. Poi vedremo cosa pensa il popolo lombardo e agiremo di conseguenza. Chi dice “no” alla proposta di referendum ha paura di sapere cosa davvero pensa il popolo lombardo».
Nell’aprile scorso, la proposta di referendum per la Lombardia a statuto speciale era stata presentata in consiglio regionale da Lega Nord, lista Maroni Presidente, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Attualmente sono cinque le regioni che godono di questa particolare forma di autonomia: Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli.
Seppure tra i promotori del progetto, è più cauto sull’opportunità di accelerare i tempi Francesco Dotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «Lo statuto speciale porterebbe sicuramente benefici alla Lombardia, ma in questo momento credo ci siano altre priorità – dice il comasco – Pensare di investire 30 milioni di euro in questo momento per il referendum forse non sarebbe opportuno. Mi adeguo comunque alla maggioranza e a quanto contenuto nel nostro programma, ma credo si possa aspettare ancora un po’».
«Personalmente comunque mi sembra che il vento sia questo – aggiunge Dotti – La tendenza a separarsi è evidente in molte parti d’Europa e del mondo, come dimostra la Scozia. In Italia mi sembra che i sentimenti non siano altrettanto forti».
Critica duramente la proposta di referendum Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd. «Maroni vuole far spendere ai lombardi 30 milioni di euro per un referendum che non può avere alcun effetto giuridico, a differenza del referendum scozzese – sottolinea – La decisione sullo statuto speciale infatti spetta al Parlamento, a maggioranza qualificata e in doppia lettura».
«Peraltro – continua Gaffuri – questa è l’ennesima promessa, dopo il 75% di tasse da tenere nelle casse della Regione propagandata in campagna elettorale da Maroni, che non può essere mantenuta. Questo perché non è nelle disponibilità di Palazzo Lombardia. Si tratta evidentemente di propaganda leghista con i soldi dei lombardi».
Gaffuri fa riferimento infine alla riforma in discussione a Roma. «C’è una buona notizia – conclude l’esponente del Pd – In Parlamento si sta discutendo la riforma dello Stato che riguarda anche il ruolo delle Regioni. In quel contesto la Lega può partecipare alla riforma, come sembrava voler fare, oppure votare contro a prescindere. Gli italiani e i lombardi giudicheranno di conseguenza».

Anna Campaniello

Nella foto:
Roberto Maroni, qui ritratto ad Alzate Brianza, dov’era lunedì scorso (foto Fkd)

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