Locatelli replica alla campagna Social: «Dormitorio? Non cambio idea».

Alessandra Locatelli Lega

Una campagna social, a suon di hashtag, dopo la mozione presentata da Patrizia Maesani, prima firmataria, da Barbara Minghetti e Patrizia Lissi, per chiedere l’allestimento di un dormitorio permanente in una struttura comunale. Ecco centinaia di foto da Facebook a Instagram con #mettiamocilafaccia. La mozione ha raccolto da subito appoggio trasversale tra i banchi dei consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Ieri alla campagna si è unita tutta la Cgil di Como, ma non solo. Alla proposta ha dato il suo appoggio anche “Più Europa Lario” con un comunicato a firma del presidente Luca Monti e del componente del direttivo, Francesco Cima Vivarelli. Hanno aderito tra gli altri il sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra, il primo cittadino di Olgiate, Simone Moretti, quello di Casnate con Bernate, Fabio Bulgheroni. E ancora, l’imprenditore Moritz Mantero, l’architetto Attilio Terragni e l’ex parlamentare del Carroccio, Luca Leoni Orsenigo, giusto per fare qualche nome.

Campagna che, almeno al momento, non ha mosso di un centimetro il pensiero della giunta Landriscina, come spiega Alessandra Locatelli, vicesindaco e assessore ai Servizi sociali. Sulla questione dormitorio non cambia idea?

«Sa che sarebbe bello risolvere i problemi della povertà e della marginalità con un hashtag – risponde – Lei sa quanto investe il Comune di Como sui servizi sociali? Circa 20 milioni di euro all’anno. Soldi dei cittadini comaschi. Oltre un milione è destinato alla cosiddetta bassa soglia».

«A Como abbiamo già un dormitorio annuale. Vi sono poi altri dormitori gestiti da associazioni. Investiamo 150mila euro su una struttura, altri 50mila su un’altra – prosegue – C’è un progetto per 40mila euro per le persone che escono dall’ospedale e vengono ospitate dal Don Guanella. Sull’Emergenza freddo, la giunta Lucini metteva 3mila euro, noi ne stanziamo 8mila. Siano disposti a incrementare questi contributi».

«Avremo un coordinatore in Comune su tutti i progetti. Seguiamo l’inserimento nel mondo del lavoro per 3 persone ai giardini di via Vittorio Emanuele, vorremmo duplicare il progetto in piazza Martinelli – dice ancora l’onorevole Locatelli – Il Comune di Como ha un modello di housing per il quale stiamo ristrutturando 7 appartamenti, uno di sostegno alle donne maltrattate. Paghiamo affinché queste persone abbiano una vita dignitosa. Esiste poi una rete di servizi accessori, pensata proprio per le marginalità, dalle mense ai centri diurni di ascolto. Per i bagni pubblici di via Sirtori c’è un bando da 250mila euro. Andate a vedere chi sono gli utenti dei bagni pubblici?».

«Detto questo, sono convinta che si possa sempre migliorare, ma non credo nascondendo queste persone in un altro dormitorio. Anche perché noi possiamo aiutare solo chi è in regola. Chi ha la residenza a Como o un percorso avviato. Chiediamoci anche perché le persone con marginalità vengono a Como e non nei comuni dove i sindaci usano gli hashtag? Forse perché abbiamo creato una rete di servizi efficienti» conclude.

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