«Lockdown necessario prima dell’arrivo dell’influenza. Sanità al collasso, ci ammaliamo anche noi medici»

Gianluigi Spata

«La sanità è al collasso e ci stiamo ammalando anche noi medici». Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como e della Federazione lombarda degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri risponde dal suo ambulatorio. A livello nazionale, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) nelle scorse ore è arrivata a chiedere con forza un lockdown totale. «A trend invariato, in 30 giorni dovremo fare i conti con un numero enorme anche di decessi» ha dichiarato domenica il presidente Filippo Anelli. Gli infermieri sono sulla stessa linea di chiudere tutto in tutta Italia, come è avvenuto la scorsa primavera.
Meno di una settimana fa avete inviato una dura e dettagliata lettera in Regione Lombardia, evidenziando i problemi della categoria, avete avuto risposta?
«No».
Quindi l’unica soluzione è ora un lockdown ancora più rigido? In Lombardia siamo già Area rossa.
«Nessuno vorrebbe un nuovo lockdown, ma si tratta di un’esigenza che parte da un dato importante, gli ospedali si stanno saturando. Tra poco non sarà più possibile effettuare trasferimenti da un ospedale all’altro. Siamo subissati di chiamate di pazienti con sintomi da Covid-19 – sottolinea Spata – Non stiamo scherzando. Il virus non scherza. È forte. Non siamo qui a diffondere il panico. Anche perché da alcuni giorni si stanno ammalando anche i medici, quindi diamoci una mano tra tutti».
Le regole dell’Area rossa non sono sufficienti?
«Non mi pare che tutti stiano rispettando le regole, c’è ancora troppa gente in giro – dice il presidente dell’Ordine – Se non si riesce a porre fine a questa situazione, si deve tornare al lockdown totale. Il sistema sanitario sta collassando. Credo che la vita della gente e la salute vengano prima di tutto».
C’è però chi muove critiche anche a voi medici di base. Si dice che abbiate un po’ il “ricovero facile”, possibile che tutti i casi si debbano curare in ospedale?
«Ma per favore, guardi che, noi, stiamo curando tanta gente a casa. Stiamo seguendo tutte le possibilità, ma purtroppo, per qualcuno, il ricovero diventa l’unica possibilità di salvezza».
L’influenza stagionale complicherà ulteriormente le cose, quando prevedete i primi casi?
«Adesso ci manca solo che anticipi l’influenza. Di solito i picchi sono durante le feste di Natale e di certo arriveranno a peggiorare la situazione. Anche per questo è bene che per quel periodo vi sia un numero di nuovi contagi da Covid calmierato. Se poi arrivassero nel frattempo anche questi benedetti vaccini antinfluenzali… ce li consegnano goccia a goccia».
Nella lettera in Regione avevate chiesto anche quello, quindi nessuna risposta?
«No, gliel’ho già detto. C’è tanto nervosismo per questo nella gente, ma anche nella stessa nostra classe medica. Abbiamo messo nero su bianco la scorsa settimana tutti i problemi. Sono sempre quelli, è inutile che stia a ripeterli, scusate, ma ora devo seguire i miei pazienti».
Le ricordiamo noi brevemente le altre richieste. Era stata sottolineata la carenza di personale medico e infermieristico ed erano state chieste strutture esterne per effettuare i tamponi. Gli ambulatori dei medici non sono così sicuri per gestire l’accesso di chi si vuole fare esaminare. Erano state infine evidenziate le problematiche relative a Rsa e pazienti cronici.

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