L’omaggio ai Caduti sul lungolago razionalista

altI vandali che ne seviziano le pietre non lo sanno, o, peggio, considerano la memoria un inutile peso. Anche per questo vale la pena ricordare nella ricorrenza della fine del primo conflitto mondiale, festività che celebra l’Unità nazionale e le Forze Armate, l’atto di nascita del Monumento ai Caduti del lungolago di Como, inaugurato il 4 novembre 1933. Questa imponente torre, alta 30 metri, dalla cui sommità si gode un’impagabile vista, custodisce all’interno i nomi dei 650 caduti comaschi

della prima guerra mondiale. Ed è una delle perle della “Cittadella razionalista” del capoluogo, in riva al lago, che comprende lo Stadio, l’hangar dell’Aero Club, le sedi della Motonautica e della Canottieri.
Con le foto storiche del collezionista Enrico Levrini ne ripercorriamo l’inaugurazione in pompa magna. L’opera partì il 28 ottobre 1930, con la posa della prima pietra. La forma attuale dell’opera deriva dallo sviluppo di un bozzetto per una torre faro del futurista lariano Antonio Sant’Elia, proprio in omaggio al famoso architetto martire del primo conflitto mondiale. La direzione dei lavori fu affidata all’ingegner Attilio Terragni, mentre ad Enrico Prampolini fu lasciata la parte più propriamente artistica. Nel corso dei lavori, però, la collaborazione di Giuseppe Terragni si fece sempre più intensa, sino a determinare la forma attuale.

Nella foto:
In alto, due momenti dell’inaugurazione cui presenziò come massima autorità nazionale Attilio Teruzzi, allora capo di stato maggiore della Milizia. A sinistra e sopra, altri scorci della cerimonia. A destra, il monumento

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