Lorenzo Fortunato: «Le salite lariane mi hanno aiutato a crescere e a vincere»

Lorenzo Fortunato: «Le salite lariane mi hanno aiutato a crescere e a vincere»

Il grande pubblico ha imparato a conoscerlo per il suo successo in una tappa iconica del Giro d’Italia. Era il 22 maggio, quando Lorenzo Fortunato vinse sul traguardo del Monte Zoncolan, in quella che è considerata una tra le salite più dure del ciclismo mondiale.

Nato nel 1996, portacolori della Eolo-Kometa di Ivan Basso e Alberto Contador, Fortunato è originario di Castel de’ Britti, nel Bolognese, il paese di Alberto Tomba. Dall’inizio dell’anno vive a Erba, la città della sua fidanzata Veronica. E lui stesso ammette che «gli allenamenti sulle montagne vicine a casa mi hanno aiutato a crescere e a vincere».

Oltre al successo del Monte Zoncolan, non va infatti dimenticato che nel 2021 lo scalatore della Eolo-Kometa ha terminato al 16° posto al Giro d’Italia e ha vinto la prima corsa a tappe della sua carriera, l’Adriatica-Ionica Race, imponendosi, tra l’altro nella frazione terminata sul Monte Grappa.Ospite del Museo del Ciclismo al Ghisallo, Fortunato ha raccontato di una gara del 2010 terminata proprio a fianco del Santuario. Era la Cesana Brianza-Ghisallo del 2010 per Esordienti. Trionfò Filippo Ganna, attuale campione del mondo a cronometro, con Fortunato al terzo posto. «Abbiamo ricordato quella corsa – dice il ciclista – parlando in gruppo proprio all’ultimo Giro d’Italia; io e Ganna ridevamo, ripensandoci. Mi ricordo che io volevo sferrare l’attacco in salita, ma salendo da Magreglio, mi sono accorto che quando la strada cominciava ad impennare mancavano soltanto due chilometri e ormai Filippo se ne era andato. Per me era troppo tardi».

Dal passato al presente e ai suoi allenamenti sul Lario. Quali sono le salite predilette dal vincitore dello Zoncolan? «Io sono uno scalatore, quindi mi vanno bene ascese lunghe e dure. Vicino a casa ho l’imbarazzo della scelta: mi piace andare su Cornizzolo, Ghisallo, Sormano, Muro di Sormano, Alpe del Vicerè. In pochi chilometri ho tutto quello che mi serve. Anche nei giorni di scarico, piuttosto che andare a Monza e tornare, preferisco comunque fare qualche salita, soprattutto il Ghisallo. Apprezzo, in ogni caso, anche i percorsi del lago; io sono nato in campagna e amo la natura, le montagne e il verde. In questa zona trovo sempre paesaggi bellissimi».Lorenzo ogni tanto torna nella sua Bologna, ma in generale la preparazione e gli allenamenti sono imperniati sulla Lombardia, fra Triangolo Lariano e le salite dell’alta Valtellina (Stelvio compreso) in occasione dei training-camp della sua formazione. Tra i colleghi con cui pedala spesso, Dario Cataldo e Davide Ballerini; con quest’ultimo, infatti, c’è da anni un consolidato rapporto di amicizia.

Da vero appassionato, Fortunato ha molto apprezzato il Museo del Ciclismo: «L’ho visitato volentieri; è stato bello vedere i mezzi che venivano utilizzati, anche più di un secolo fa, e la loro evoluzione. Ma ogni cimelio è davvero interessante, con una storia affascinante».Fortunato in un 2021 che è già stato propizio ha nel mirino una gara cara agli appassionati lariani, il Giro di Lombardia, in calendario per il 9 ottobre (partenza da Como e arrivo a Bergamo). «È una corsa molto dura che voglio fare bene – ammette – Conoscevo bene l’arrivo a Como, visto che ho partecipato nel 2019 e nel 2020. Ora sono curioso di vedere come sarà con il traguardo a Bergamo. Ma, indipendentemente da tutto, sono sicuro che sarà estremamente impegnativo, come da tradizione».Una “classica-monumento” che ha sempre premiato corridori di vertice. E Fortunato di questo 2021 è stato decisamente un protagonista. «Di sicuro sento la responsabilità – afferma – tutti mi guardano e mi aspettano, avversari compresi. Personalmente ho la grinta e la consapevolezza di sapere che posso dire la mia in eventi importanti come il Giro d’Italia e il “Lombardia”».

E la tappa dello Zoncolan in questa crescita ha dato un contributo importante. «Ho iniziato il Giro d’Italia sentendomi molto bene – ammette Lorenzo – Nei primi arrivi in salita sono arrivato nei migliori 20 e allo Zoncolan ho vinto contro gente forte. Da lì, andando avanti, mi sono ritrovato 14° in classifica generale. Poi ho perso un paio di posizioni con la cronometro; per questo motivo sto facendo allenamenti specifici proprio per migliorare nelle sfide contro il tempo e per fare classifica al Giro d’Italia del 2022: l’obiettivo? Mi piacerebbe arrivare nei primi dieci».