Lucia Pescador celebra il design di Sottsass

Mostre sul Lario
Da sabato 6 ottobre nella sede della Lithos di via Venturino un omaggio “polifonico”
Una raccolta di “camere delle meraviglie” con oggetti, schizzi, disegni e opere finite, disposte con attenzione certosina per dar vita a solenni cortocircuiti iconografici e di senso. Il tutto, per celebrare uno dei maggiori esponenti del design europeo. È la mostra “Wundernacthkammer per Ettore Sottsass” di Lucia Pescador (nella foto) che sarà inaugurata sabato 6 ottobre alle 18, con presentazione a cura di Elena Di Raddo, nella sede dell’associazione Lithos, in via Venturino 18 a Como (quartiere
Rebbio). Luogo in cui da oltre vent’anni nascono scrigni litografici e tipografici che vedono la partecipazione di artisti e scrittori chiamati a lavorare su progetti comuni e libri o cartelle a tiratura limitata, contese dai collezionisti.
«Si tratta di scatole ottiche che filtrano un esterno che non si vede mai ma di cui si vedono le ombre». Così Andrea Branzi definisce il lavoro di Lucia Pescador. Nelle sue piccole “camere oscure delle meraviglie” l’artista rievoca personaggi che hanno percorso il ’900 lasciando tracce indelebili che ancora ci offrono spunti di riflessione, come appunto Ettore Sottsass. Sarà di fatto l’occasione, quella della mostra di Rebbio, di assistere al nascere e al permanere di un grande laboratorio collettivo fatto di schizzi e disegni oltre che di opere finite, una sorta di grande installazione che evocherà pure maestri come Mondrian, Malevic e Balla.
La mostra resterà aperta fino al 10 novembre. E sabato 20 ottobre, alle 18, ospiterà un incontro con videoproiezioni e letture per rievocare l’intensa collaborazione fra Taroni e Sottsass, presente la stessa Pescador. Come si legge nell’autobiografia del grande architetto milanese Ettore Sottsass da poco edita da Adelphi, dal titolo Scritto di notte (pp. 300, 25 euro), non mancano i riferimenti comaschi. A partire dal grande amore per Barbara Radice, figlia del capofila dell’Astrattismo lariano Mario Radice. La quale tradusse gli antichi inni sanscriti dei Veda illustrati proprio da Sottsass e poi pubblicati da Lithos nel 2002. Mentre sempre per Lithos, per le Kena Upanisad, con traduzione di Barbara Radice e di Paola Rossi, nel ’99, il testo sanscrito era stato trascritto a mano da Sottsass, come esercizio manuale di spiritualità e rito devozionale. Barbara Radice la conobbe – in blue jeans e tacchi alti – nel 1976, nello studio di un altro grande architetto italiano del ’900, Vittorio Gregotti. E nell’autobiografia non manca un ricordo del grande designer svizzero Max Huber, legato egli pure a Como e conosciuto a Milano. Con Lithos Sottsass firmò anche Epifanie brevi (1998), il Trattato di architettura (1999) e la cartella 4 disegni di mobili per l’amico Ernesto Mourmans 2003-2005. La mostra della Pescador rimarrà aperta da martedì a sabato dalle 17 alle 19.30 o su appuntamento (349.49.46.652).

Lorenzo Morandotti

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