Lucini, marcia indietro sull’unanimità del voto

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Il documento sul campus universitario

(m.d.) Prima lo difende a spada tratta – «Il Tavolo è importante per il territorio» – poi Mario Lucini giudica ragionevoli le critiche sul metodo finora seguito – «Sarebbe opportuno avere un tempo congruo per poter lavorare sui documenti» – infine fa marcia indietro sull’unanimità dell’approvazione del documento del 23 settembre, quello relativo ai progetti prioritari da inviare alla Fondazione Cariplo per concorrere all’assegnazione dei 7 milioni di euro destinati al

territorio comasco: «Ho scoperto dopo che qualche dissenso c’è stato – dice – Ma sugli interventi proposti la convergenza è stata in ogni caso ampia».
Il sindaco di Como, intervistato ieri sera da Etv, ha affrontato il caso del Tavolo per la competitività, attorno al quale siede assieme ai rappresentanti di numerose istituzioni e associazioni appartenenti al mondo politico, economico, sindacale, sociale e universitario del Lario. Un Tavolo che, secondo diversi esponenti politici, sarebbe guidato da un ristretto gruppo di persone.
«Trovo che il Tavolo per la competitività sia importante per il territorio lariano – ha premesso Lucini – perché permette di affrontare in modo condiviso i principali problemi». E a proposito dell’esistenza di un «comitato ristretto» che guida le decisioni del Tavolo, il sindaco ha precisato di «non condividere questa critica».
Lucini, però, ha ammesso di capire «le esigenze espresse da alcuni consiglieri regionali sulle modalità delle riunioni», perché «sarebbe opportuno avere la possibilità di poter lavorare con tempi congrui sui documenti da approvare».
Sul documento del 23 settembre il sindaco aveva detto che era stato votato all’unanimità, ma in realtà qualche dissenso c’è stato: non lo hanno firmato il consigliere regionale Dario Bianchi, il commissario della Provincia Leonardo Carioni e il deputato Nicola Molteni, tutti e tre leghisti. «A dire la verità, l’ho scoperto dopo – ha spiegato Lucini – Direi comunque che sugli interventi proposti si è registrata ampia convergenza».
Sul caso Ca’ d’Industria è intervenuto ieri anche Bruno Magatti, assessore comunale alle Politiche sociali. «Eravamo al corrente dei problemi relativi alle case di riposo – ha dichiarato l’esponente di Palazzo Cernezzi – ma il presidente Paolo Frisoni non ci aveva mai chiesto un incontro per discutere come affrontarli. Ben venga il progetto che stanno portando avanti, anche se penso che i 7 milioni messi a disposizione dalla Fondazione sarebbe meglio destinarli a un progetto, come quello del campus, in grado di rilanciare il territorio e accrescere il benessere, fattore indispensabile per poter aiutare le fasce più fragili della popolazione, come gli stessi anziani. Ca’ d’Industria potrebbe poi concorrere a uno dei finanziamenti minori che la Fondazione ciclicamente eroga».

Nella foto:
Mario Lucini

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