Lucini: «Perdiamo un punto di prestigio della città»

Il sindaco di Como
Il primo cittadino: «Gli imprenditori sono più concentrati sulle loro aziende»
«Provo grande rammarico, lo stesso che avevo qualche settimana fa quando uscì la notizia dei problemi della Comense. Senza la squadra nerostellata in serie A la città perde un punto di prestigio». Lo dice Mario Lucini, da poche settimane sindaco di Como e da sempre appassionato di pallacanestro.
Ma ora è un primo cittadino che non potrà più applaudire le imprese della più titolata squadra di basket della sua Como. «Peccato che non ci siano state le condizioni per rivedere la Comense in serie A. Purtroppo la situazione economica è difficile e la sofferenza riguarda tutte le società professionistiche. La crisi ha portato molte aziende a ridimensionamenti e le prime spese tagliate sono state le sponsorizzazioni».
Lo stesso Mario Lucini cerca uno spiraglio positivo. «In questa situazione ho visto che comunque la società intende andare avanti con il vivaio e con le sue sezioni, quindi con il basket giovanile, la scherma, l’atletica leggera e la ginnastica. Speriamo quindi che la Comense possa proseguire con un ruolo che è comunque importante nella nostra città, seppure nell’amarezza per non avere più la sua squadra più titolata in serie A».
Il primo cittadino si sofferma poi sull’atteggiamento della città, che ha dato una impressione di indifferenza, di essere sorda rispetto a quello che stava accadendo, visto che il presidente Antonio Pennestrì aveva lanciato l’allarme da tempo, subito dopo la fine dell’ultimo campionato, chiuso con l’eliminazione nella semifinale dei playoff a opera di Schio.
«Per quanto riguarda il sostegno alle attività sportive – spiega Lucini – bisogna dire la verità: Como non ha mai brillato. L’imprenditore lariano di solito è più attento alla sua attività e oggettivamente questo è sempre un grande impegno. E questo in tempi normali; figuriamoci adesso che c’è una pesante crisi economica e il problema prioritario è sopravvivere e mantenere l’occupazione. È difficile volare alto…».
Anche i Comuni sul fronte delle risorse economiche non possono fare molto. «Ma io posso garantire che noi conosciamo il grande valore sociale dello sport e, per quanto nelle nostre possibilità, saremo sempre disponibili nei confronti delle società che si rivolgeranno a noi».

M.Mos.

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