L’Università dell’Insubria festeggia i suoi primi 20 anni. E punta ad ampliare gli spazi

La sede di via Valleggio che oggi l'Insubria divide con il Politecnico di Milano
La sede di via Valleggio che oggi l’Insubria divide con il Politecnico di Milano

I festeggiamenti imminenti per i vent’anni dell’Insubria, che si preannunciano in grande stile, non faranno che rinsaldare la rotta in vista del futuro. E guardando in avanti, gli obiettivi dell’ateneo sono chiari: ampliare gli spazi e puntare a un’ulteriore crescita, seppure contenuta, degli studenti. Sul fronte degli spazi il rettore Alberto Coen Porisini e il prorettore Giuseppe Colangelo, entrambi in scadenza di mandato – le elezioni si terranno proprio nei giorni precedenti il ventennale – hanno le idee chiare: “impossessarsi” degli spazi lasciati liberi dal Politecnico e progettare un allargamento della sede di Sant’Abbondio. Entro breve intanto sarà firmata la convenzione con la Provincia di Como che ne detiene la proprietà «per l’uso degli spazi in via Castelnuovo, così da poter utilizzare, oltre alle nostre, anche le strutture e le aule che in passato venivano utilizzate dagli studenti del Politecnico», spiega il rettore dell’Insubria. Passaggio già annunciato nelle settimane scorse ma ormai al traguardo. Decisamente più vicina la possibilità per l’Insubria di «gestire e utilizzare l’aula magna del Politecnico in via Castelnuovo. Decisione già affrontata in giunta a Como e prossima dunque al via libera – spiegano Porisini e Colangelo – Si tratta solo, da parte del Comune di rientrare in possesso dell’aula, verificare la situazione e concederla a noi». Argomento più delicato ma già sul tavolo della trattative è invece l’utilizzo della struttura di via Valleggio (al 60% di proprietà dell’Insubria e per il 40% del Politecnico). «Nostra intenzione, e ne stiamo già parlando è acquisire il restante 40%. Si tratta di un’operazione che avrà un costo e per questo va ponderata – spiega il rettore – ma che ci vede convinti dell’operazione». Conquistati dunque gli spazi del Politecnico, l’intenzione è poi anche un’altra. «Stiamo ragionando anche sull’ampliamento dell’offerta formativa, ipotizzando magari dei corsi che prima erano del Politecnico ma che anche da noi, per competenze e professori, hanno cittadinanza. Si pensava così a un corso targato Insubria proprio di informatica o ingegneria informatica magari coinvolgendo anche professori un tempo a Como», dice il rettore. L’allargamento della sede di Sant’Abbondio potrebbe invece passare «o tramite un progetto futuro che vedrà la possibilità di utilizzare la Santarella oppure procedendo con un allargamento degli spazi qui a Sant’Abbondio, strada questa forse più complessa visti i vincoli architettonici a cui è sottoposta l’ara. L’intento è però di accorpare tutti i servizi in questi due poli. E così ad esempio si punta a portare qui la biblioteca che ora a è in via Oriani». I

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