Ma è previsto un inverno secco con precipitazioni nella media

I meteorologi
Questo inverno avremo auto bloccate da neve e ghiaccio? Difficile a dirsi secondo i meteorologi di Meteo Svizzera, come spiega Marco Gaia, responsabile dell’agenzia: «La nostra specializzazione è sul breve termine. Possiamo dire che nei prossimi dieci giorni avremo ancora clima secco e anche per l’inizio di dicembre non sono previste precipitazioni degne di nota, con le temperature che non scenderanno tanto da trasformare l’eventuale pioggia in neve».
Fino all’Immacolata, tradizionalmente

giornata inaugurale della stagione sciistica, l’assessore alla Viabilità, Stefano Molinari, potrà quindi dormire sonni tranquilli. «Potrà esserci un po’ di neve in montagna, ma non in città – assicura Gaia – gli spazzaneve posso rimanere nei garage».
La previsione viene confermata da Paolo Valisa, meteorologo del centro geofisico prealpino.
«L’autorevole Ncep (National Center for Environmental Prediction americano) ha pubblicato le mappe meteorologiche a lunga scadenza, valide per l’inverno – spiega Valisa – dovremmo avere un dicembre nella media con gli anni precedenti, ma generalmente un inverno secco, con gennaio e febbraio anticiclonici».
«Si tratta di previsioni ancora sperimentali – precisano dall’osservatorio di Campo dei Fiori – Negli anni più recenti troviamo inverni per ogni tipo. Nel 2006-2007 la fece da padrona l’alta pressione atlantica e africana con pochissima neve. Nel 2008-2009 dominarono le correnti umide dall’Atlantico con forti perturbazioni, pioggia in città e molta neve (come non nel 1985) in montagna. Nel 2009-2010 si è invece fatto sentire frequentemente il gelo dell’Est con minime fino ai -12° con un po’ di neve perfino in marzo. Le mappe di Ncep mostrano per quest’anno un dicembre con precipitazioni 10-20% sopra la media e temperature nella media. Alcune nevicate sono probabili. In gennaio temperature nella media ma poche piogge. Infine febbraio risulterebbe ancora più asciutto (precipitazioni inferiori del 50% rispetto alla media), con probabile persistenza di alte pressioni atlantiche e africane sul Mediterraneo e flusso di perturbazioni sul Nord Europa», conclude.

Paolo Annoni

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