In mostra a Venezia, scrive Cavadini, “la composizione del 1940 di Manlio Rho (1901-1957), in cui l’artista mostra di operare su vari piani operando con uno sfumato che evidenzia le diverse profondità dell’immagine; poi l’opera del 1950 di Carla Badiali (1907-1992) eseguita in un momento particolare della ricerca di una leggerezza spaziale, che l’artista ottiene mediante una costruzione essenziale di elementi di pura geometria; quindi la composizione del 1955 dalle valenze architettoniche di Aldo Galli (1906-1981) che scandisce la profondità dello spazio attraverso un gioco di quinte e di segmenti tra loro ortogonali e una calibrata gestione dei colori; infine l’opera di Mario Radice (1898-1987) databile al 1937-1938, che deriva dalle ricerche condotte tra 1935 e 1936 per la decorazione della Casa del Fascio di Como progettata da Giuseppe Terragni”. Nella foto, l’ex casa del fascio in piazza del Popolo.