Maltrattava i bambini del nido di Cernobbio: 4 anni alla maestra

Immagini asilo Cernobbio

Quattro anni di condanna con il rito Abbreviato. Più di quanto aveva chiesto la pubblica accusa, 3 anni e 10 mesi. Sei le parti civili costituite, il Comune di Cernobbio e cinque famiglie (rappresentate dai legali Simone Dotti e Vittorio Tusa), anche se la loro posizione è stata rinviata di fronte a un Tribunale Civile, con la sola eccezione di una prima parte di provvisionali (fra i 3 e i 5mila euro) già stabilite per quattro nuclei familiari. Si è conclusa così ieri mattina, dopo una camera di consiglio durata circa mezz’ora, la vicenda che aveva riguardato una maestra dell’asilo comunale di Cernobbio, Maria Grazia Viganò, 58 anni. La donna, difesa dall’avvocato Livia Zanetti, aveva anche collaborato in fase di indagine ammettendo le proprie responsabilità.
Fin dall’interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari già nei giorni successivi all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare a suo carico, aveva infatti raccontato al magistrato di «avere esagerato» e di «non cercare scuse».
«Ho avuto due mesi difficili, con un grosso problema in famiglia – rispose la donna – Avrei dovuto fermarmi, mettermi in aspettativa. Ho sbagliato a non farlo ma i miei bambini mi hanno sempre apprezzata». Le indagini della Procura di Como hanno permesso di risalire ad almeno cinque famiglie colpite dagli atteggiamenti della maestra, genitori invitati a costituirsi come parte civile che ieri si sono puntualmente presentati di fronte al giudice dell’udienza preliminare Massimo Mercaldo. Con loro, come detto, anche il Municipio di Cernobbio, essendo la struttura dove lavorava la maestra un asilo comunale. Nessun risarcimento è stato previsto, rinviando la quantificazione di un eventuale danno al tribunale civile. La sentenza – in Abbreviato, quindi con lo sconto di un terzo della pena – è arrivata invece nel primo pomeriggio ed è stata pesante: quattro anni di pena.
L’imputata era finita ai domiciliari, al momento dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare che l’aveva riguardata. Poi la misura era stata cambiata nell’obbligo di dimora.
La Procura di Como – pm Giuseppe Rose – ha accusato la maestra di maltrattamenti ai danni di cinque bambini piccoli del reparto “lattanti” che le erano stati affidati.
La vicenda era esplosa un anno fa. Si trattava di episodi che erano stati ripresi dalle telecamere installate dai carabinieri, che registrarono una sequenza di gesti – almeno una decina in 20 giorni – ai danni dei bambini, «lanciati violentemente nelle culle», «spintonati ripetutamente per farli sdraiare», costretti con la forza a mangiare e, più in generale, vittime di sofferenze fisiche e morali che «spesso sfociavano in pianti inconsolabili».

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