Maxi inchiesta su autoscuole lariane e Motorizzazione: abilitazioni con il trucco, indagati oltre 200 autisti

Vista esterna Motorizzazione civile

Sono 202 gli autisti addetti al trasporto merci che sono finiti sul registro degli indagati della Procura di Como nell’ambito della maxi inchiesta della Polizia stradale sulle patenti ottenute con il trucco. O, meglio, senza aver frequentato le 8 lezioni previste per legge per un tempo non inferiore a 32 ore (sulle 35 totali ). Il fascicolo rientra in quello che ha visto coinvolta la Motorizzazione di Como e alcune autoscuole della provincia lariana.
Molte delle accuse ipotizzate sono andate avanti in modo separato. Ora rimaneva da chiudere l’indagine relativa appunto agli autotrasportatori chiamati a rinnovare la qualifica abilitativa “Cqc”, ovvero la “carta di qualificazione” per il conducente che trasporta merci.
Buona parte degli indagati arrivano da fuori provincia, anche da fuori regione. E il motivo, per il pm Massimo Astori che ha coordinato l’inchiesta, sarebbe da ricercare nel fatto che sul Lario erano previste “corsie preferenziali” per far ottenere il rinnovo, ovvero semplicemente il non frequentare le lezioni (o frequentarle solo in parte) raggiungendo comunque l’obiettivo fissato.
I vertici delle autoscuole coinvolte erano già stati indagati, mancava da definire la posizione degli autisti: ben 202, come detto, sono quelli a cui nelle scorse ore è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari con le ipotesi di reato di falso sia delle abilitazioni sia nella compilazione dei registri che attestavano in modo fasullo la presenza degli autisti ai corsi. Il periodo finito sotto la lente della Procura lariana e della Polstrada è compreso tra il mese di marzo del 2014 e l’ottobre del 2016. Ora gli autisti avranno tre settimane di tempo – con i rispettivi avvocati – per fornire la propria versione dell’accaduto. Nel frattempo tutte e 202 le patenti ottenute tramite il rinnovo ritenuto dall’accusa «non lecito», sono state sospese.

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