Molesta le studentesse sul bus per la Valle Intelvi: arrestato 49enne

I carabinieri vicino al bus

Avrebbe in più occasioni palpeggiato le ragazze del bus C20, lungo la linea che da Como conduce alla Alta Valle Intelvi. Molestie che avvenivano al pomeriggio, al termine delle lezioni, nel momento in cui le studentesse tornavano verso casa. La segnalazione era già stata diffusa a chi frequenta la linea, e pure agli autisti degli autobus, invitati dall’azienda e dai carabinieri a prestare attenzione a quanto avveniva durante la corsa. Nelle scorse ore l’allerta diffusa ha dato i suoi frutti e il sospettato è stato fermato e arrestato dai carabinieri della stazione Alta Valle Intelvi. Blitz avvenuto nel pomeriggio di lunedì 25 novembre.

I carabinieri in Valle Intelvi davanti al bus


In carcere al Bassone è finito un pakistano di 49 anni, che risultava domiciliato presso un hotel di Moltrasio. Quattro gli episodi contestati, tutti di violenza ai danni di altrettante studentesse avvenuti in un solo viaggio tra Como e la Valle Intelvi. Tre delle vittime hanno 18 anni, una è minorenne, di appena 14 anni. Un fascicolo sulla vicenda è stato aperto dal pubblico ministero di turno in Procura a Como, il sostituto Simone Pizzotti.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo, fingendo di perdere l’equilibrio durante la corsa dell’autobus, “cadeva” addosso alle studentesse palpeggiandole nelle parti intime. Il sospetto è che possa essere lo stesso uomo in azione anche nelle scorse settimane e che già aveva destato allarme tra i frequentatori del bus C20.
Motivo per cui tutti gli autisti erano stati avvisati e formati su come agire in caso di segnalazione. Cosa che lunedì pomeriggio è puntualmente avvenuta.
L’accaduto è stato comunicato in tempo reale e i carabinieri sono intervenuti prima che il sospettato potesse allontanarsi. «Le indagini proseguono – fanno sapere i militari della Compagnia di Menaggio – Al momento non possiamo dire che quanto avvenuto sia stato un episodio isolato. Invitiamo pertanto tutte le eventuali vittime a contattarci».

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