Maltrattò la madre durante il lockdown: a processo

Palazzo di giustizia tribunale di Como. Pubblico ministero

La madre aveva accettato di riaverlo a casa, nonostante sul suo capo pendessero misure cautelari di allontanamento dall’abitazione per maltrattamenti contro i familiari (che risalivano al giugno del 2019). La decisione era stata presa per andargli incontro, nei giorni delle pesanti limitazioni per la problematica sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. Era il mese di marzo del 2020 e il mondo cominciava a vivere l’incubo della pandemia presente ancora oggi.
Le buone intenzioni del genitore non bastarono però a modificare l’atteggiamento del figlio, che aveva continuato nelle sue vessazioni e nei maltrattamenti, convincendo la madre a segnalare l’accaduto ai carabinieri della stazione di Centro Valle Intelvi.
La vicenda era poi finita sul tavolo del pubblico ministero Massimo Astori, che aveva aperto un fascicolo chiedendo infine il giudizio immediato fissato dal giudice Carlo Cecchetti.
Il processo si è aperto ieri mattina in Tribunale a Como, con le eccezioni preliminari e il rinvio al prossimo mese di marzo, quando inizieranno a comparire in aula i testimoni delle parti.
Il 21enne di Blessagno era già finito sul taccuino delle forze dell’ordine sempre per maltrattamenti ai danni della madre e sul suo capo pendevano una misura cautelare di allontanamento dal tetto di casa (del giugno 2019) e un ulteriore divieto di dimora del 22 gennaio 2020. Eppure, con l’esplosione della pandemia da Covid-19, la madre aveva accettato di riaccoglierlo in famiglia. Nei pochi giorni di convivenza il giovane non aveva però modificato le proprie abitudini violente, danneggiando i mobili della cucina, distruggendo il vetro del forno, strappando la borsa alla madre rubandole il portafoglio e una ventina di euro, e infine tentando di aggredirla alla vista dei carabinieri. Scene che oltretutto sarebbero avvenute di fronte ai figli minori della donna.
Aggressioni che sarebbero proseguite anche per impedire alla madre di recarsi dai carabinieri per sporgere una nuova denuncia-querela contro il figlio.
Inutile dire che nelle contestazioni messe nero su bianco dal pm Massimo Astori, compare anche il mancato rispetto delle misure studiate con i Dpcm per contenere la pandemia da coronavirus, in quanto il 21enne entrava e usciva dall’abitazione senza curarsi di eventuali limitazioni.
La Procura aveva ottenuto una nuova misura cautelare che aveva condotto in carcere il ragazzo di Blessagno. E ora, dopo tanta sofferenza, la vicenda è finita davanti ai giudici di Como, chiamati a esprimersi su quanto avvenuto nel paese della Valle Intelvi.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.