Mancanza di posteggi, viabilità e zone “morte”. Il centro è percorso da un malumore diffuso

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I fronti aperti

(f.bar.) Un interminabile “cavo elettrico” che percorre la città da sud a nord. Ma con sempre più fili elettrici scoperti. A questa immagine si può accostare la protesta che unisce commercianti e cittadini di Como, da San Rocco fino a Sant’Agostino. E le proteste che prima, in alcuni casi, potevano essere classificate come innocue scintille, si stanno ormai trasformando in un vasto incendio. A far detonare la miccia, spesso, sono la mancanza di parcheggi, interventi viabilistici fortemente

contestati e una città che – secondo molti negozianti – dovrebbe essere più accogliente.
Per disegnare la teorica mappa del malcontento, si può partire da piazza San Rocco e da via Milano Alta. Qui, da oltre un anno e mezzo, è operativo il divieto di accesso alle auto dalle 7 alle 9. Provvedimento fortemente contestato dai commercianti che ancora oggi non hanno digerito la decisione. In prima fila nel protestare c’è Stefano Vicari, portavoce dei commercianti della parte alta di via Milano che, anche di recente, sull’onda delle proteste anti Ztl, è tornato a ribadire l’insensatezza del divieto, visto come un ostacolo all’ingresso in città.
Ad aggravare ulteriormente la situazione di una strada sempre più deserta ha contribuito anche la chiusura del parcheggio della Ticosa. La cancellazione della zona di sosta – oltre 500 i posti auto – ha di fatto azzerato la possibilità di trovare un posteggio nei dintorni. E ora che monta la rivolta in piazza Roma, ecco ripartire l’invocazione a non dimenticare via Milano Alta. Dove, pochi metri oltre il semaforo che taglia in due la strada, nella parte Bassa della via, è nato – proprio in queste ore – un nuovo comitato di commercianti. Semplici le richieste: riaprire il prima possibile la Ticosa, garantendo parcheggi ai clienti; far rivivere la via con eventi; renderla più sicura, soprattutto di sera; e garantire una maggior illuminazione. Sono già in 40 i negozianti pronti a darsi da fare.
Varcate le mura, si entra invece in un vero e proprio “campo di battaglia”. La protesta corre da tempo lungo le vie del centro fino all’esplosione in piazza Roma. Nuovo epicentro della rivolta contro la giunta Lucini. Qui, il Comitato “Como di Tutti” guidato dal consigliere di “Adesso Como”, Alessandro Rapinese, ormai da settimane sta cercando, a suon di manifestazioni, di ottenere la sospensione del provvedimento di allargamento della Zona a traffico limitato. E, tra breve, anche in piazza Volta, dove entro metà marzo arriverà la Ztl, spireranno venti di guerra.
Prime avvisaglie di malcontento provengono anche da Sant’Agostino, dove la pedonalizzazione di piazza De Gasperi non sembra aver convinto tutti. O quantomeno alcuni residenti e commercianti, privati del precedente posteggio blu.
L’elenco dei focolai “attivi” di protesta arriva addirittura a comprendere la tangenziale all’altezza del depuratore. Qui, alcuni negozianti – presenti anche alle recenti manifestazioni anti Ztl – si lamentano da tempo per il calo del giro d’affari dovuto, in parte, anche alla chiusura del parcheggio della Ticosa e alla rivoluzione di piazza Roma.

Nella foto:
Anche piazza Volta, a partire dal 15 marzo prossimo, sarà inclusa nella nuova Zona a traffico limitato di Como

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