Mance al Casinò: i cassieri accettano di transare. In Tribunale gli ex dipendenti della casa da gioco di Campione

Casinò Campione d'Italia

Sette cassieri – su 130 colleghi dell’ex casinò di Campione d’Italia – hanno scelto la via della transazione che definiranno prima della prossima udienza fissata nel 2020. Gli altri proseguiranno nel braccio di ferro tra croupier per la ripartizione delle mance che era stata contestata dai “part time” chiamando in causa i “full time”.
Si è tenuta ieri una nuova udienza di fronte al giudice del lavoro, Gianluca Ortore, nell’ambito della spinosa vicenda giudiziaria che aveva posto di fronte parte degli ex dipendenti della casa da gioco.
Venticinque lavoratori inquadrati come “part time” hanno chiamato in Tribunale 130 loro colleghi “full time” contestando il criterio di ripartizione delle mance. Regole in vigore da sempre, sostengono i “full time”, ma che vengono messe in discussione dagli attori della causa che è finita sul tavolo del giudice Giovanni Ortore dopo anni di tentativi (vani) di accordo. Tentativi naufragati anche in questi mesi, tranne che per i sette cassieri (difesi da Alessandro Mogavero, Alwin Costantino e Gerardo Spinelli) che hanno accettato la via della soluzione amichevole, anche perché compresi in un regime diverso rispetto al quello contestato. Trattative in corso che verranno definite entro la prossima udienza. Per tutti gli altri invece la “battaglia” giudiziaria proseguirà. In estrema sintesi, i “part time” chiedono di entrare nella ripartizione delle mance per il 60% del lavorato, che corrisponderebbe a circa 220 giorni. Mentre percepivano mance per le effettive presenze, ovvero sui 156 giorni.

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