Maradona, i ricordi sul Lario: amici, partite, polemiche e la stima per il Como

Tullio Abbate Diego Maradona

«A Como abbiamo visto giocare Diego Armando Maradona». Quante volte si è sentita questa frase da tifosi della squadra azzurra? Era la seconda parte degli anni 80, la più bella nella storia del club lariano, che ha incrociato il Napoli di Maradona, scomparso ieri in Argentina per un arresto cardiorespiratorio all’età di 60 anni.
Lo stesso Maradona in tempi recenti aveva ricordato quegli anni e proprio le trasferte allo stadio Sinigaglia. «Una volta era impossibile pensare di andare a vincere per 5-0 a Como», aveva affermato il campione argentino, commentando le troppe goleade viste recentemente nel campionato italiano.
Le sue partite sul Lario – a dire il vero – furono spesso caratterizzate da polemiche. Nei tornei 1984-1985 e 1985-1986 il match terminò 1-1. E il Napoli segnò sempre con rigori – giudicati dai più inesistenti – fischiati dallo stesso arbitro, il barese Romeo Paparesta. In entrambi i casi era stato Maradona a finire a terra e a realizzare la rete dal dischetto.
Con il Napoli vinse due scudetti; il primo, nel 1987, con la guida della squadra affidata a Ottavio Bianchi, che aveva lasciato proprio il Como per allenare i partenopei. Un rapporto non facile, il suo, con Maradona. Ma ieri lo stesso Bianchi per il dolore non è nemmeno riuscito a parlare: «Sono sconvolto», sono state le sue parole.
Momenti indimenticabili, azioni uniche, gol spettacolari, a volte impossibili; e poi capopopolo, con una vita privata con tanti alti e bassi. Campione del mondo con la sua Argentina nel 1986, praticamente da solo; eliminato quattro anni prima in Spagna, quando trionfò l’Italia, con la marcatura, passata alla storia, del comasco Claudio Gentile nella sfida vinta per 2-1 dagli azzurri.
Tanti i ricordi che in queste ore sono passati nella mente degli appassionati. E non mancano anche quelli di chi si trovò “Dieguito” come avversario sul terreno di gioco. «Se ne è andato il più grande», afferma Massimo Albiero, libero del Como in serie A negli anni ’80, che aggiunge un aneddoto che riguarda proprio Diego: «Quando a Napoli si faceva il riscaldamento prima della partita, non lo si vedeva mai; poi arrivava 5 minuti prima della fine e si metteva a palleggiare in mezzo a noi con un limone. Un modo per mettere apprensione tra gli avversari: posso garantire che raggiungeva il suo scopo».
Tra i comaschi che hanno incontrato spesso Maradona c’era il ristoratore Generoso Ferrara, che oggi ricorda: «Mi sembra quasi incredibile parlare di Diego al passato – afferma – Ci siamo visti soprattutto in occasione di partite, e ho sempre trovato una persona gentile e disponibile, per una fotografia o un autografo».
Negli amici lariani spicca il nome del costruttore di motoscafi Tullio Abbate, scomparso lo scorso mese di aprile, che lo aveva ospitato in un paio di occasioni nel suo cantiere di Azzano di Mezzegra (nella foto) e che gli aveva poi venduto uno dei suoi prestigiosi scafi.

Como Napoli Maradona

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.