Mariella Enoc: «Al Valduce tutti vengono curati al meglio»

Mariella Enoc

«Curiamo ciascun malato al meglio delle nostre possibilità».
La procuratrice speciale dell’ospedale Valduce Mariella Enoc, risponde così alle polemiche che hanno portato il nosocomio comasco al centro della cronaca. Il direttore sanitario Claudio Zanon in una intervista aveva sottolineato il rischio di dover scegliere chi intubare e chi no, per la gravità della pandemia da Covid-19.
«Non lo condivido – dice Mariella Enoc – Come ospedale siamo totalmente disponibili a fare tutto quello che possiamo per la salute dei nostri pazienti, Covid e non Covid. come nella prima fase della pandemia del resto. Sappiamo naturalmente tutte le difficoltà e lo stress che il nostro personale deve tollerare, ma ribadisco la massima attenzione per tutti i malati che bussano alla nostra porta. Cerchiamo di curare tutti al meglio, mettendo a disposizione ogni letto e ogni risorsa disponibile. È questa la nostra missione, non certo dover scegliere chi curare e chi no. Non siamo ancora arrivati a tanto, né siamo ancora alla gravità della prima fase della pandemia, anche se i casi salgono giorno dopo giorno purtroppo. La nostra preoccupazione quotidiana è curare tutti, dando la disponibilità dei trenta posti letto che ci sono stati chiesti».
Una lezione dura di cui si è fatto tesoro, quella della prima ondata. «Sì, allora eravamo in emergenza, ora siamo più preparati, abbiamo tutto quello che serve per fronteggiare la seconda. Chi è in prima linea in corsia e in pronto soccorso di fronte a queste situazioni vive uno stress notevole, lo capisco, capisco cosa vuole dire una continua situazione di difficoltà come questa, ma si trova in prima linea anche chi fa il manager e deve dettare le linee strategiche dalla sua scrivania, non solo chi è in reparto e ha di fronte una coda di ambulanze da gestire. E non possiamo farci sopraffare dall’emozione, dobbiamo tenere la barra a dritta e non può passare l’idea che al Valduce c’è chi non può essere curato. Anche se non sappiamo cosa ci riserva il futuro, tutti, dal direttore all’infermiere, faremo di tutto per curare tutti. Detto questo, un grazie di cuore va proprio ai medici che fanno un lavoro enorme, e che nei nostri incontri cerchiamo di ascoltare momento per momento nel dettare le nostre linee guida. Sono momenti di grande travaglio per tutti, ma non dimentichiamo che non si soffre e si muore solo di Covid ma anche di tante altre patologie».

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