Mario Radice protagonista in Trentino

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Maestri lariani La retrospettiva del prestigioso museo “Mart” di Rovereto

Mentre attende ancora di essere salvata dal degrado la fontana di Camerlata che firmò con Cesare Cattaneo (è la copia del 1960 dell’originale realizzato nel 1936), Mario Radice viene celebrato per fortuna in Trentino. Si annuncia come un evento la mostra Mario Radice. Architettura numero colore a cura di Giovanni Marzari in programma nel prestigioso museo “Mart” di corso Bettini 43 a Rovereto dal 15 febbraio all’8 giugno prossimi.
Sarà una retrospettiva molto attesa (da anni infatti

mancava un percorso espositivo ampio e articolato sul maestro lariano) che intende valorizzare la preziosa documentazione del Fondo Radice, donato dalle figlie dell’artista al Mart e conservato nell’“Archivio del ’900”. Un patrimonio straordinario composto da circa 1.700 pezzi, in prevalenza disegni e schizzi per opere pittoriche, progetti di architettura e design.
Il nucleo di materiali autografi, tra cui si contano anche numerose fotografie, sarà esposto a Rovereto, nella struttura disegnata dall’archistar Mario Botta, per la prima volta. Non sarà una mostra “statica”: nel senso che sono probabili altre tappe e nel senso che le opere di Radice quale precursore e figura di spicco nel panorama culturale italiano del ’900, saranno messe a confronto con altri documenti dell’arte del XX secolo che sono capisaldi della collezione permanente del museo roveretano.
Il percorso artistico di Mario Radice (Como 1898 – Milano 1987), alla luce dei ricchi ed inediti materiali archivistici, suggerirà infatti una rilettura storico-critica sull’astrattismo italiano degli anni Trenta e aprirà una riflessione sulla coeva stagione architettonica del Razionalismo. Infatti il fulcro della mostra sarà rappresentato dalla ricostruzione del bassorilievo realizzato per la Sala del Direttorio della Casa del Fascio di Como in piazza del Popolo progettata da Giuseppe Terragni nel 1932-1936, e all’approfondimento del sodalizio con Cesare Cattaneo, il giovane e geniale architetto con il quale Radice realizzò la citata fontana di Camerlata, costruita in prima soluzione nel 1936 al Parco Sempione per la VI Triennale di Milano.
Curiosa sarà la serie di piccoli dipinti e disegni denominata i “Crolli” che Mario Radice realizzò negli anni cruciali della guerra, fra il 1939 e il 1944-1945 per registrare gli orrori del conflitto (materiali che l’editrice Lythos di Como ha documentato in una rara raccolta di immagini già una decina d’anni fa). La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Electa con saggi critici di Giovanni Marzari, Fulvio Irace, Alice Barale, Ornella Selvafolta, Francesca Bacci, Federico Zanoner, Daniela Ferrari e Paola Pettenella.

Nella foto:
A destra, l’opera Triprog del 1975 che fa parte della collezione privata della figlia del maestro, Barbara Radice. Sopra, un altro lavoro del maestro lariano: Composizione Rs del 1945

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