Mario Tozzi “boccia” le paratie di Como

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Scienza – Il rapporto tra uomo e ambiente
Il geologo della tv ospite ieri a Villa Geno con il suo nuovo libro

Meno grandi opere e meno cemento, o siamo spacciati. Per il pianeta Terra è scoccata l’ora dell’ultimo atto. A meno che non intervengano straordinarie rivoluzioni nel comportamento dei governi, delle comunità e anche dei singoli individui per quanto riguarda il rapporto quotidiano con l’ambiente.
È la filosofia di fondo del nuovo libro del geologo più noto della tv, Mario Tozzi, tra i più conosciuti divulgatori scientifici italiani, autore e conduttore di numerosi programmi tv di

successo tra cui Atlantide su La7. Ieri sera ha incontrato il pubblico alle 21 alla darsena di viale Geno 14, su invito dei Verdi Ecologisti e con la collaborazione di Proteus e l’adesione di Altrofuturo, Legaconsumatori, Legambiente e altre associazioni ambientaliste. E ha presentato anche il suo ultimo libro Pianeta Terra ultimo atto edito da Rizzoli, ambientato nell’anno 2019, quando si ipotizza la fine dell’umanità dopo l’esplosione nel 2016 del supervulcano di Yellowstone, la sparizione dei ghiacci polari, città come Venezia, New York e Londra ormai irrimediabilmente sommerse e il clima impazzito.
Tozzi, che catastrofi apocalittiche. È solo uno scenario fantascientifico? «No, è solo quanto la scienza ci prospetta come il nostro futuro: le energie, il cibo, l’acqua sono quantità che prima o poi finiranno. Ma noi preferiamo ignorarlo, perché non abbiamo il senso del limite, ci annoia. Ci dà fastidio. Anzi, ci spaventa. Per questo non arriviamo a modificare il nostro stile di vita. Eppure il nostro Paese ha il 50% del territorio che rischia sismi e dissesti idrogeologici. La tragedia del Vajont di cui il 9 ottobre ricorre il cinquantenario è lì a dimostrare quanto il Paese è fragile. Da allora, per fortuna, chi amministra ha imparato ad ascoltare un po’ di più i geologi e la scienza».
Tozzi ieri era a Como per parlare del futuro del nostro pianeta, dei cambiamenti climatici e delle scelte che ognuno di noi può fare oggi per dare una prospettiva migliore al nostro domani. Oggi più che mai è necessario rivoluzionare il nostro modo di stare al mondo e di fare economia, dobbiamo consumare meno e in maniera rinnovabile, educare all’uso razionale ed efficiente delle risorse, recuperare l’equilibrio tra l’uomo e la natura.
A Como Tozzi non ha mancato di applicare la sua competenza di geologo di fama e di esponente del Centro Nazionale delle Ricerche al “caso” delle paratie di Como: «Le grandi opere sono spesso un male perché si protraggono nel tempo, non si mai quanto effettivamente costano alla gente e non se ne conosce l’efficacia oggettiva. È il caso del “Mose” di Venezia e mi pare a quanto ne so anche del caso del lungolago di Como. Dove avreste bisogno di interventi meno invasivi, e meno costosi. Avete una risorsa bellissima, il paesaggio, che va tutelata. Purtroppo è assediata dal cemento».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Il geologo Mario Tozzi, noto divulgatore scientifico e ricercatore del Cnr, ieri pomeriggio negli studi del telegiornale di Etv (foto Fkd)

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