Maroni, cena con i leghisti storici. Si studia il modello-Tosi per Como

Politica – L’ipotesi è creare un movimento civico e trasversale in appoggio alla Lega
Al tavolo nomi di spicco del Carroccio lariano come Ostinelli e Giorcelli
Immortalato come un turista qualunque, l’ex ministro dell’Interno e neosegretario della Lega Nord, Roberto Maroni, è riapparso nel centro di Como martedì scorso. Giacca scura, camicia bianca, il massimo esponente del Carroccio si è rapidamente infilato in un ristorante di via Benzi, “Bontà nascoste”. Semplice gita di piacere sul Lario? Tutt’altro. La politica, in quella occasione, è entrata eccome. E, per molti versi, in un modo abbastanza sorprendente.
Ospiti della serata, tra gli
altri, erano infatti alcuni nomi di spicco della Lega delle origini. Tra i comaschi, due su tutti: l’ex consigliere regionale Franco Giorcelli (con un altro ex esponente del Pirellone, il varesino Gianni Motta) e l’ex onorevole Gabriele Ostinelli (recentemente rientrato in Lega, dopo l’esilio maturato con l’espulsione di fine anni ’90. Con loro, sempre tra i lariani, il tributarista Carlo Guarneri, l’ex consigliere di Circoscrizione Davide Guarneri e l’ex candidato a sindaco di Fino Mornasco, Renato Valla, e l’industriale tessile Angelo Luraschi. A completare il quadro, però, anche un nome che ha segnato la storia del Carroccio, ovvero l’ex cassiere del partito, Alessandro Patelli, costretto all’addio ai tempi di Mani Pulite.
La rimpatriata, come accennato, non è stata ideata soltanto per un brindisi in compagnia. Sembra infatti che Maroni abbia accettato l’invito dei commensali, ben sapendo che si sarebbe parlato anche di un progetto politico che sta mettendo radici tra Como, Varese e, in un certo senso, Verona. Il Veneto entro in questa vicenda soprattutto per il sindaco della città di Romeo e Giulietta, il leghista Flavio Tosi. Cioè colui che, alle ultime amministrative, è riuscito a imporre al partito la ricandidatura (vincente) nell’ambito di una lista civica con all’interno ben 14 esponenti del Pdl. Risultato: Lista Tosi al 38%, Lega all’11.
Ed è esattamente da qui che è partita la discussione tra Maroni e gli ex illustri. Chiara la proposta fatta all’ex ministro: lavorare insieme per allargare il bacino elettorale e di consenso generale intorno al Carroccio, con la creazione di un movimento civico e territoriale politicamente trasversale.
Un’idea che, per ora, è a uno stadio embrionale. Ma che, però, visti i nomi presenti alla tavolata di martedì sera, può già contare su vecchie volpi conosciute e riconosciute della politica locale, certamente non in difetto di esperienza e contatti con soggetti e movimenti della più varia estrazione (area Pdl in particolare).
Ora, in quest’alba di nuovo scenario, manca naturalmente una voce importante, quella di Umberto Bossi. Il quale, in generale, non ha mai gradito gli esperimenti extra-Lega. E, nel clima di gelida cordialità di questi tempi con il suo successore alla guida del Carroccio, conoscere il pensiero del Senatur non sarà secondario.

Emanuele Caso

Nella foto:
il segretario della Lega, Roberto Maroni, mentre si avvicina al ristorante di via Benzi dove si è svolta la cena

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