Marzorati: «In caso di serie A necessario lo spostamento»

Pierluigi Marzorati

«A lungo termine servirà un nuovo stadio»

«La questione stadio Sinigaglia va vista nel contesto: la domanda di fondo è se continuare a mantenere una struttura come questa, nel centro urbano e di una area strategica per lo sviluppo della città turistica, con una funzione agonistica legata in modo preponderante al calcio professionistico». Le parole di Michele Pierpaoli, presidente dell’ordine degli Architetti di Como, hanno aperto una riflessione sulla struttura e sulla sua posizione. Nell’intervista rilasciata al Corriere di Como Pierpaoli è stato perentorio: «Il calcio agonistico al Sinigaglia è un’attività anacronistica e irrazionale», ha detto.

Nel dibattito interviene Pierluigi Marzorati, storico capitano della Pallacanestro Cantù, ma soprattutto ingegnere specializzato proprio nell’impiantistica sportiva. «In questa fase il Sinigaglia è e deve rimanere lo stadio del Como – spiega – Del resto la nuova società non ha mai nascosto che per una serie di ragioni questa è la soluzione migliore».

«Non dimentichiamo che l’attuale proprietà è specializzata nella comunicazione – aggiunge Marzorati – e sicuramente nel progetto un impianto come quello di Como ha un ruolo preponderante: è uno degli stadi più affascinanti del mondo per la sua posizione, è in un posto unico con alle spalle il lago e alcuni tra i monumenti più noti del mondo».
Ma in futuro, soprattutto se ci sarà una crescita in termini di risultati agonistici, Marzorati ritiene che si debba pensare a una struttura fuori dal centro storico.

«Il primo obiettivo annunciato è il consolidamento della società – aggiunge – e a breve termine non vedo grandi problemi per l’utilizzo dello stadio Sinigaglia».
«Ma – sostiene ancora – in caso di promozione in serie B questo impianto presenterebbe una serie di problematiche, visto che dovrebbe aprire tutti i settori, compresi i “distinti”. Soprattutto sarà difficile far rispettare le sempre maggiori e precise regole di sicurezza per un impianto che è incastonato fra le case e il lago».

«Al giorno d’oggi – dice Marzorati – non è possibile bloccare una città intera per una partita. E la sicurezza è un aspetto preponderante, destinato ad avere sempre maggiore rilevanza se, come tutti ci auguriamo, un giorno il Como dovesse tornare in A».
A quel punto anche per l’ex capitano di Cantù si renderebbe necessario uno spostamento: «Tra Montano Lucino e Lazzago – conclude – vi sono aree idonee per costruire un nuovo stadio, con parcheggi e vicinanza alle principali arterie stradali e con una serie di soluzioni imperniate sulla sicurezza. È una riflessione che a lungo termine andrà fatta, magari tra 4-5 anni, perché il problema dell’idoneità del Sinigaglia diventerà comunque prioritario».

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