Mascherine e amnesia globale collettiva

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Ci aspettiamo, anzi ci auguriamo, che qualche fotografo bravo produca al più presto un album, ma per essere moderni si dice “un book”, sulle mascherine che girano dall’inizio della cosiddetta fase 2, e soprattutto sui modi bizzarri di indossarle.

Potrebbe essere una buona idea commerciale, ma anche storica, perché i nostri pronipoti, quando vivranno l’epidemia del 2120 (ormai si va a corsi e ricorsi secolari) si chiederanno che maniere stravaganti avevano i loro nonni e bisnonni di indossarle. Il modo più classico è sotto il mento. Pensiamo non per raccogliere la saliva da sbavatura e neppure per motivi estetici al fine di coprire alcuni casi di “doppiomento”, detto talora anche “pappagorgia”.

Gli intervistati hanno sostenuto: per mangiare, bere, fumare una sigaretta e, udite udite, per parlare (servono proprio per proteggere da quello), finanche per respirare. Notoriamente gli operatori sanitari, che indossano dispositivi pesantissimi per giornate e nottate intere, lo fanno in totale asfissia, cioè non respirano. E a questo proposito, molto probabilmente chi indossa  la mascherina sotto il mento era tra coloro che applaudivano agli “eroi” nei famosi flashmob sui balconi, e quasi sicuramente si sono emozionati e hanno pianto vedendo medici ed infermieri piagati in viso dopo 12 ore di mascherona supercompressiva.

E ora gli stessi adulatori non hanno la pazienza di indossarne per mezz’ora una chirurgica leggera come una piuma a coprire naso e bocca, e sottolineiamo anche naso… per favore. Un’altra modalità frequentemente visibile per le strade è quella della mascherina sulla testa. E qui i dubbi crescono: sarà un gesto volontario per proteggere il contenuto cranico o per evitarne la fuoriuscita?

Più rari ma segnalati i posizionamenti intorno al collo. In effetti essendo stato scritto che il virus alloggia nelle prime vie aeree, qualche sospetto può sorgere, ma è il caso di dire che il germe deve comunque entrare ed uscire da naso e bocca. Segnalate osservazioni di mascherine penzolanti da una sola orecchia modello Dumbo monolaterale e  anche attorcigliate sulle mani, probabilmente ad opera dei più colti che hanno studiato il contagio delle superfici e forse lo temono più che la via inalatoria.

Molto di tendenza, e infatti vista in ambienti di movida, la mascherina intorno al braccio, tipo monile Roma imperiale. E qui francamente facciamo fatica a capire, ma chiederemo agli stilisti, che sicuramente capiranno più dei virologi, attualmente in netto ribasso come livello di fiducia popolare. Fuori dal sarcasmo, vedendo queste scene ci indigniamo: ma come, vi siete sacrificati per mesi stando in casa, perdendo pezzi di vita, lavoro; in molti anche salute, amici, parenti e adesso fate tante storie per una mascherina leggera sul viso? Vi ricordate quando si scriveva che saremmo usciti tutti migliori, meno egoisti ed attenti ai bisogni degli altri? Non si teneva conto evidentemente dei rischi di un’amnesia globale collettiva.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.