Maslianico “prigioniera” di un cantiere. Strada chiusa da quattro mesi, sale la protesta dei commercianti
Cronaca

Maslianico “prigioniera” di un cantiere. Strada chiusa da quattro mesi, sale la protesta dei commercianti

Si può fermare un intero paese quattro mesi per un cantiere? E mettere in crisi oltre venti attività che vivono anche grazie al passaggio e alla sosta delle auto? Dalla fotografia fatta ieri della vita e della viabilità a Maslianico la risposta alla domanda sembra affermativa.

Una condizione che perdura, nel centro del paese di frontiera, dallo scorso 18 giugno. Gianmario Franzato, che ha un bar in via Roma, la strada principale di Maslianico, ha visto i suoi incassi ridursi giorno dopo giorno. È il portavoce di una ventina di attività, tra commerciali e di servizio della zona.
«Siamo stati penalizzati dal principio – dice Franzato – Nessuno ci ha comunicato in anticipo che sarebbe stata chiusa la via principale del paese. Sembra incredibile, ma abbiamo appreso il progetto e la chiusura non dal Comune ma da Facebook».

Alle prime avvisaglie, i commercianti hanno provato a chiedere in Municipio alcuni correttivi, fatto intervenire anche Confcommercio Como, ma non è servito a nulla.
«Ogni tentativo di colloquio con l’amministrazione si è rilevato perdente – spiega il barista – Abbiamo pensato, a fine maggio, anche di rivolgerci a un legale, ma non c’erano più i tempi tecnici per intervenire, così siamo rimasti prigionieri del cantiere».
I lavori, a causa di una segnaletica non di immediata comprensione, creano inconvenienti quotidiani tra gli automobilisti.

«Chi è diretto verso la dogana o esce dalla Svizzera, molto spesso è costretto a percorrere strade contromano. C’è pure chi si è letteralmente perso tra le cosiddette strade alternative», dice Franzato.
Per non parlare del grande parcheggio non più utilizzabile, unico polmone per residenti e attività della zona. Il cantiere dovrebbe chiudersi entro il 18 ottobre. Ora i commercianti di Maslianico chiedono solo il rispetto dei tempi.

«Le opere secondo il Comune avevano un carattere di urgenza – spiega il barista – si è trattato di incanalare un valletto sotterraneo che allagava i palazzi. Non discutiamo la necessità di intervenire, ma le modalità sì. Se si trattava di un’urgenza così impellente, vorremmo anche capire perché il cantiere è rimasto chiuso due settimane ad agosto», dice il rappresentante delle attività economiche di Maslianico. Per il suo bar, Franzato, ha stimato un danno di circa 10mila euro.
«Noi chiediamo solo che vengano rispettati i tempi e che tra una settimana la strada venga riaperta – dice – anche se temo che il 18 ottobre la situazione sarà ancora quella attuale».

12 ottobre 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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