Maturità 2019, sono in arrivo molte novità. Presidi soddisfatti delle modifiche studiate
Cronaca

Maturità 2019, sono in arrivo molte novità. Presidi soddisfatti delle modifiche studiate

Cambia l’esame di maturità. Per l’ennesima volta si potrebbe dire. Giudizi a parte però dal 2019 il tanto temuto rito di passaggio dalle scuole superiori all’università o al mondo del lavoro presenterà degli aspetti nuovi. Alcuni attesi da tempo, soprattutto dai presidi e altri che potrebbero far correre brividi di paura lungo la schiena di molti studenti. In breve quello che oggi è pressoché certo – in attesa di conoscere tutti i particolari definitivi tra gennaio e febbraio 2019 – è che sparirà la terza prova, i test Invalsi non saranno decisivi ai fini dell’accesso all’esame, cambieranno i punteggi di ammissione e la tesina non sarà più elemento determinante nell’esame orale di cui ancora non si conoscono i dettagli. Ma quello che crea già dibattito per non dire agitazione tra i ragazzi è, ad esempio, la possibilità concreta che la seconda prova possa diventare una prova mista che includerebbe ad esempio al liceo classico sia latino che greco o matematica e fisica allo scientifico.
«Ben venga la scomparsa della terza prova – dice Nicola D’Antonio, preside del liceo Teresa Ciceri – Abbiamo infatti notato, in questi anni, come la diversità delle commissioni preposte abbiano portato solo alla creazione di prove disomogenee e come questa prova sia da sempre quella più temuta, proprio per la mancanza di direttive uniche, dagli studenti. Era infatti molto complesso capire come riuscire in maniera adeguata a concentrare 4 o 5 materie in poche ore. Si tratta di una modalità che invece può essere utile durante l’anno scolastico per far si che i ragazzi riescano a esercitare il potere di sintesi ma non in sede di esame». Giudizi anche sul colloquio con gli alunni. «Benchè non si abbiano ancora notizie definitive sulla parte orale dell’esame sembra ormai quasi certa la scomparsa della tesina che gli studenti dovevano preparare – aggiunge sempre D’Antonio – A mio giudizio è un bene per diversi motivi. Innanzitutto perchè ormai era un mezzo fuori controllo tra scopiazzature e richieste degli studenti di farla su temi onestamente non sempre in sintonia con gli studi». Sullo spauracchio invece di una seconda prova da “brividi” «sarebbe invece un bene. Perchè servirebbe agli studenti per dare prova di quanto appreso in materie decisive per l’indirizzo scelto come, da noi, diritto e scienze umane». Giudizi positivi anche da Marzio Caggiano, preside del liceo scientifico Giovio. «Dopo alcuni anni era giusto cambiare per migliore le lacune che si sono evidenziate. Ben venga il lavoro del ministero. Così ben venga l’annullamento della tesina così come quello della terza prova. Da approfondire invece il passaggio sulle prove Invalsi». Infine un giudizio più attendista da parte del preside della Magistri Cumacini, Enrico Tedoldi. «Ormai da decenni assisto ad annunci di cambiamenti pressochè continui e poi molto spesso non si concretizzano mai nulla – dice il preside – Forse è meglio attendere il 2019. Potrei anche essere in accordo ad esempio con la cancellazione della terza prova ma aspettiamo».z

3 Dic 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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