Maturità, docenti già in aula, domani tocca a 3.551 studenti

Sorteggio oggi della lettera da cui iniziare per i colloqui

Ieri sono stati i docenti i primi a rientrare in classe. Sono passati 115 lunghi giorni da quel 21 febbraio. Una giornata che doveva segnare solo l’inizio delle vacanze di Carnevale per gli istituti comaschi e invece è stata l’anticamera di un lungo lockdown a causa della pandemia di Coronavirus. Lockdown che per la scuola non si è ancora concluso.
Ieri, come detto, sono stati i “prof” a tornare sui banchi, per comporre le 92 commissioni dell’esame di Stato. Tutto si è svolto senza particolari intoppi. Nelle scorse settimane il Provveditorato aveva già nominato i presidenti vacanti ed effettuato sostituzioni per casi particolari. Da domani tocca agli studenti. Sono 3.551 quelli che devono affrontare questa Maturità inedita, con un unico colloquio. Cinque studenti per sessione, in base alla lettera estratta ieri dalle commissioni. I protocolli per accedere a scuola sono molto rigidi. I presidi si sono preparati nelle scorse settimane per qualsiasi evenienza. Un colloquio invece dei due scritti. I primi esaminati si presenteranno domani mattina alle 8.30, quando si sarebbe dovuto tenere il tema di italiano. In provincia di Como sono iscritti all’esame di Stato anche 188 candidati esterni, i cosiddetti privatisti. Per loro è prevista una prova preliminare a partire dal 10 luglio. Da quel colloquio si potrà accedere all’esame vero e proprio di settembre. 

Lo slittamento della data di esame per i candidati esterni non impedisce la partecipazione ai test delle Università. Potranno iscriversi anche prima dello svolgimento dell’esame, ma saranno ammessi con riserva.
L’esame orale durerà un’oretta. Si parte con un quesito della materia di indirizzo e con un elaborato già preparato dal candidato, poi la lettura e la comprensione di uno dei testi di italiano presenti nel documento elaborato dal consiglio di classe e le altre materie. Lo studente dovrà parlare anche della sua esperienza di alternanza scuola-lavoro, avere alcune nozioni su cittadinanza e Costituzione e pure sull’epidemia di Covid-19.
«Devo dire che la giornata di oggi (ieri, ndr) è trascorsa senza particolari problemi, tutto si è svolto regolarmente – spiega Roberto Peverelli, preside del Setificio – Io ho il polso diretto su due istituti. Sono presidente al Terragni di Olgiate, dove ho passato la mattinata, mentre nel pomeriggio sono stato al Setificio».

Il preside vuole dare anche un messaggio ai tanti maturandi.
«Ai ragazzi vorrei dire prima di tutto di tornare a scuola tranquilli – dice Peverelli – Ci sono le condizioni di sicurezza per affrontare l’esame. Tutti i protocolli sono stati applicati con grande attenzione. Di concentrarsi soltanto sull’esame. Sulla preparazione a questo punto quello che è stato fatto è stato fatto. Consiglio ai ragazzi di avere fiducia in loro stessi. Sarà una prova unica e inedita, diversa dal solito. Si è dovuto inevitabilmente sacrificare alcune parti del programma, ma credo che ogni candidato possa dimostrare le sue qualità».
Anche dal sindacato la conferma che il primo giorno dei docenti, tornati a scuola per formare le commissioni d’esame, è trascorso senza particolari difficoltà. «Si erano verificate problematiche per la composizione delle commissioni d’esame nelle scorse settimane, ma sono state tutte risolte – dice Rosaria Maietta, segretaria generale della Flc Cgil (scuola, università) – Qualche docente aveva sollevato comprensibili preoccupazioni per il rispetto dei protocolli del rientro, ma ci risulta che tutti i dirigenti scolastici degli istituti secondari abbiano provveduto alle disposizioni».
Rosaria Maietta ricorda anche il ruolo avuto da tutti i sindacati nel corso della discussione per la definizione degli stessi protocolli, che garantiscono ora lo svolgimento degli esami in sicurezza.
«Sull’esame di Stato si è riusciti a raggiungere un compromesso accettabile – sottolinea la sindacalista – ma il vero problema è che nessuno sa ancora quando riprenderà e come riprenderà la scuola a settembre. La confusione come sempre arriva dall’alto e a cascata ha ripercussioni anche a livello provinciale. Oggi come oggi sappiamo soltanto che le nostre scuole non hanno strutture e spazi adeguati per garantire una ripartenza serena come avveniva negli anni scorsi. Il Ministero deve fornire prima possibile indicazioni certe al mondo dell’istruzione per il bene del personale e naturalmente delle famiglie che alla scuola affidano i figli».

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