Mauri: «Cantù è pronta per ogni evenienza: la programmazione è già stata fatta»

Fortitudo Cantù 2021 retrocessione

«Questo è un giorno triste, non ci giriamo attorno e non lo nascondiamo».
Andrea Mauri, amministratore delegato della Pallacanestro Cantù, parla della retrocessione della squadra. Un mito dello sport italiano, uno tra i club più gloriosi a livello europeo finito in serie A2 per la seconda volta nella sua storia. La prima era stata nel 1994.
A sancire il doloroso epilogo della stagione, lo stop nella trasferta di Bologna con la Fortitudo (75-68) e la contemporanea vittoria di Brescia a Cremona (94-89). L’Acqua S.Bernardo Cantù è rimasta inchiodata a 16 punti, quando alla fine della regular season manca un turno. Le formazioni che la precedono, la stessa Fortitudo e la Germani Brescia, sono a quota 20, quindi irraggiungibili.
«Cosa ci è mancato in questo campionato? La durezza mentale – aggiunge Mauri – la capacità di aggredire le situazioni, di affrontare le difficoltà a visto aperto, come è nel Dna della nostra società. In questi anni ne abbiamo passate tante e le abbiamo superate. Invece il gruppo, quando si è trovato nei momenti difficili, si è come fiaccato, quando invece serviva tenacia».
Uno dei discorsi che tiene banco in questa fase è quello di un possibile blocco delle retrocessioni o di un eventuale ripescaggio. Mauri su questo fronte è chiaro: «Se ci sarà la possibilità, in un caso o nell’altro, posso confermare che la Pallacanestro Cantù si muoverà per giocare nella massima serie. Voglio però sottolineare che non rientra nel nostro stile “gufare” sulle altre società, visto che anche noi in tempi recenti abbiamo avuto tante difficoltà. Ci adegueremo alla situazione».
E se la situazione fosse la disputa del campionato di serie A2? «Come deve fare una azienda sana, ci siamo mossi per tempo con un piano industriale per ogni evenienza. Abbiamo le idee chiare sulla programmazione da fare sia per l’eventuale permanenza in A, sia per il torneo nella categoria inferiore».
Mauri per ora – anche perché il campionato formalmente non è finito – non intende sbilanciarsi su nomi e cognomi e su ciò che andrà cambiato.
Da amministratore di Cantù Next proseguirà anche la sua opera sul discorso del nuovo palasport di corso Europa. «Logico – conclude il dirigente – Mi sarebbe piaciuto commentare un risultato ben differente, invece stiamo parlando di una stagione deludente, di una squadra che spesso ha perso in volata, con molti errori, partite che alla fine nel bilancio generale sono state pesantissime. Ma allo stesso tempo sono tranquillo, perché so che c’è una società solida, con i conti a posto, e che il futuro è garantito. Non vivo con l’incubo che possa arrivare una fattura da pagare o che ci possano staccare il telefono o l’energia elettrica».

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