Mauturità. Greco difficilissimo, matematica alla portata di tutti

Il parere di due docenti di lungo corso sugli scritti proposti al Classico e allo Scientifico
«Non sono una grande fan della maturità. Ho sempre l’impressione che chi sia nella stanza dei bottoni al Ministero non abbia l’esatta percezione del livello di difficoltà di una certa versione data in maturità e della preparazione che i ragazzi hanno». Ecco come risponde Mariellina Confalonieri, professoressa “storica” di latino e greco presso il Liceo Classico Alessandro Volta di Como e persona molto nota in città per il suo impegno nelle associazioni, quando le si chiede di commentare
la versione dal greco di Aristotele che i maturandi del liceo si sono trovati a tradurre.
«Con il passare degli anni si dedica sempre meno tempo allo studio della morfologia, della sintassi e della grammatica e alla traduzione per destinare più ore alla letteratura – spiega la professoressa ora in pensione – Non ci si può dunque aspettare che i ragazzi siano in grado di tradurre una versione che a mio parere era piuttosto difficile. Tanti elementi sottointesi e un titolo che sembra non combaciare con il contenuto del testo». Secondo la docente comasca, la difficoltà della versione stava, sì, negli elementi sottointesi del periodo centrale e di quello finale, ma soprattutto nell’impostazione del passo che aveva un argomento di carattere scientifico, trattato attraverso lessico e argomentazione di tipo filosofico. Discrepanza che può mandare in confusione. «Non posso biasimare i ragazzi che hanno fatto fatica durante la prova. D’altronde, se viene dedicato poco tempo alle traduzioni, i risultati sono quelli che sono».
Per quanto riguarda lo scritto di matematica, svolto nei licei scientifici, l’opinione è di Renzo Romano, giornalista, scrittore e docente di matematica al “Teresa Ciceri” per circa quarant’anni.
«Ritengo che sia i quesiti sia i problemi fossero tutti alla portata dello studente medio. Anche chi ha una preparazione sufficiente aveva possibilità di fare bene, senza dubbio – commenta Romano, notando con piacere il ritorno della geometria analitica, piana e solida all’interno delle prove per il liceo scientifico. «Guardando ai singoli punti della prova, direi che il primo studio di funzione non credo possa essere stato fonte di problemi: alla fine è un argomento centrale del programma di terza. La possibilità di scegliere i quesiti poi dava un certo margine di scelta e libertà al candidato».
Prova abbordabile dopotutto, stando al professore e collaboratore del nostro quotidiano, che conclude: «Non solo era una prova a livello dello studente con una preparazione sufficiente, ma garantiva a chi è più ferrato, più interessato di esprimersi al meglio».
Greco e matematica, due materie agli antipodi e anche due pareri a intonazione diversa che verranno confermati o smentiti soltanto dalle valutazioni effettuate dai docenti nei prossimi giorni. Ossia quando gli scritti saranno corretti e i risultati pubblicati, prima della ultima grande prova degli orali con i quali la calda maturità 2012 entrerà nella sua fase finale.

Matteo Congregalli

Nella foto:
Studenti all’uscita dal Classico. La versione di greco è stata un test impegnativo (Fkd)

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