Maxi furto all’Artsana: una condanna e una assoluzione

Scomparsi 23mila bancali tra il 2006 e il 2008
Una condanna a un anno e sei mesi e una assoluzione piena per non aver commesso il fatto. Si è concluso ieri mattina in tribunale – giudice Valeria Costi, pubblico ministero Vanessa Ragazzi – il processo per il maxi furto di bancali di “Epal” (un materiale riutilizzabile) dai magazzini dell’Artsana. L’assoluzione piena, per la gioia dell’avvocato Massimo Di Marco, è stata quella di un dipendente dell’azienda di Grandate (un 56enne di Como) che all’epoca dei fatti era un responsabile dell’ufficio di esportazione. Condannato invece una delle figure di spicco della società che, per contro dell’Artsana, si occupava delle operazioni di trasporto. La vicenda riguardò un periodo compreso tra il giugno del 2006 e l’estate del 2008. Secondo l’accusa (che ieri ha chiesto la condanna di entrambi gli imputati), dall’Artsana scomparvero bancali di “Epal” per poi essere rivenduti. Un quantitativo enorme, ben 23mila pezzi, caricati su camion guidati da compiacenti autotrasportatori e fatti così sparire dai magazzini di Grandate.
Più colpi che, goccia dopo goccia, avrebbero portato a un ammanco nelle casse della importante azienda lariana di 165.600 euro. Il tutto fino al 20 giugno 2008, quando due uomini del gruppo furono fermati con il camion carico e processati per direttissima. Il furto scoperto portò poi ad aprire l’inchiesta e a indagare altre cinque persone accusate appunto di furto. Tre di loro, mesi fa, hanno scelto di patteggiare la pena tra i due e i 10 mesi, mentre le ultime due posizioni rimaste sono state definite ieri mattina.

Nella foto:
Si è chiusa ieri in tribunale la vicenda dei 23mila bancali rubati alla Artsana, per un valore di 165.600 euro

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