Mazzone e le tre priorità: «Credito, risorse umane e digitale»

Marco Mazzone

La Compagnia delle Opere di Como, associazione imprenditoriale d’ispirazione cattolica legata a Comunione e Liberazione, conta 500 associati tra piccole e medie imprese del Lario (tra manifattura, costruzioni, meccanica, tessile e alimentari), con una sessantina di nuovi iscritti che hanno compensato le perdite subite durante il lockdown. Ed è pronta a sostenere il territorio per uscire dal tunnel anche con una serie di seminari a tema, aperti a chiunque voglia fare un percorso con la CdO, online e in presenza, da settembre a dicembre, proprio quando si dovrà entrare nella fase operativa con i fondi europei in arrivo.
«Vedo uno scenario recessivo e instabile, molte aziende devono ancora decifrare la realtà che hanno davanti per affrontare la situazione – dice il presidente della Compagnia di Como, Marco Mazzone – Per la ripartenza vedo tre priorità su cui lavorare subito nel Comasco».
La prima è la finanza. «Le aziende hanno bisogno di consolidarsi e avere serenità per uscire dalla crisi. Ogni realtà fa storia a sé, la pandemia ha colpito economicamente in vari modi, ma rimane fondamentale – dice Mazzone – il ruolo del credito, penso soprattutto all’economia circolare, ossia a un sistema capace di rigenerarsi in autonomia, e in questo giocano un ruolo a loro volta essenziale le banche di credito cooperativo dei territori. Il credito dia ossigeno alla ripartenza e consolidi il cammino delle aziende che come percepiamo con i nostri interlocutori sul Lario è irto di sfide».
Mazzone non pensa solo a linee di credito ma anche a moratorie nei finanziamenti, che sono da portare dagli attuali cinque a dieci anni per dare più fiducia alle aziende nella fase necessaria di riorganizzazione.
La seconda priorità che individua in questa fase di ripartenza la CdO per il Lario è costituita dalle risorse umane: «Lo sblocco dei licenziamenti che ci sarà in autunno porrà forti interrogativi al tessuto economico comasco. Da un lato le aziende dovranno essere incentivate a mantenere la forza lavoro su cui ha contato in questi ultimi anni ma non si dovrà dimenticare la necessità di nuove assunzioni, per quelle figure più richieste dal mercato del lavoro. Da un lato si dovranno riqualificare le risorse umane già acquisite e che necessitano di nuova formazione e dall’altra ci si dovrà confrontare con le novità del mercato e le sue esigenze, il che significa capacità di intercettare i profili professionali che vanno per la maggiore».
Terzo pilastro di un sistema di priorità, che sono evidentemente interconnesse, sarà per Mazzone «la sfida del digitale, da declinare con approcci differenti a seconda della tipologia di azienda. Sono obiettivi che richiedono investimenti e forza lavoro, anche risorse esterne. Si capisce quindi che i tre elementi che dicevamo sono naturalmente collegati. Ma aggiungo un dettaglio decisivo: le tre priorità elencate per essere condotte in porto in pieno vanno inserite in un quadro più ampio: mai come oggi il sistema impresa comasco deve pensare al futuro e organizzarsi per il medio e lungo termine, non solo per l’immediato. E per farlo serve un approccio sistematico ai temi che sono quelli che hanno ispirato il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” del governo Draghi: penso alla sostenibilità ambientale, oltre che all’uso massiccio del digitale. Gli imprenditori che noi accompagniamo in un percorso di crescita e consapevolezza non devono cambiare mentalità ma re impostare le loro aziende secondo criteri competitivi, che sono quelli che dicevamo: ecologia, cogliere le opportunità di investimento, digitalizzazione. Noi della CdO diciamo che non ci sono modelli da calare dall’alto. L’imprenditore lariano ha una sua specifica tradizione, ha una capacità tutta sua di interlocuzione col mercato: deve essere tutelato nelle sue radici ma al contempo aiutato a elaborare un metodo per cogliere queste sfide fondamentali. In tal senso abbiamo capito di persona, con le consulenze capillari che ci sono state sollecitate via web durante il lockdown, che noi come Compagnia delle Opere possiamo giocare un ruolo strategico che ci dà una grande responsabilità. E come noi tante altre realtà del territorio, in primis la Camera di Commercio di Como e Lecco che può aiutare le imprese in modo concreto, ad esempio nell’abbattimento dei costi e nell’ottimizzazione delle strategie».
«Insomma – conclude Mazzone – la vera ripartenza è, per noi che abbiamo come missione quella di “accompagnare” le aziende, di essere “compagnia”, la capacità di riorganizzare e rivedere l’azienda non tagliando i ponti con la tradizione ma confrontandosi con la realtà della crisi. La cifra distintiva è per il territorio comasco il saper fare, l’essere flessibili anche nel rapporto coi dipendenti e nell’approccio con i clienti. Da qui occorre costruire, in vista del bene comune».

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