Medici e virologi d’accordo: eventi natalizi da bloccare se ci fosse ancora il Covid «Prima viene la sicurezza»

Gianluigi Spata

Durante i mesi più difficili della pandemia, è stato la spina nel fianco della Regione. E non ha mai risparmiato critiche, anche dure e pesanti. Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como e della Lombardia, ha imparato che la diplomazia serve ma soltanto fino a un certo punto. E nelle sue prese di posizione, nei suoi «appunti», appare oggi più che mai risoluto.
La conferma giunge dalle parole che Spata ha usato ieri, ai microfoni di Etv, per dire la sua sulla prossima organizzazione degli eventi natalizi in città. «Se non ci saranno le condizioni di sicurezza, la manifestazione non dovrà essere fatta», ha detto Spata, facendo notare che oggi non è possibile sapere se il periodo tra la fine di novembre e l’inizio di gennaio sarà o meno segnato ancora da un’emergenza sanitaria. «Purtroppo, per quanto tutti lo speriamo, è difficile immaginare che a dicembre si potranno fare eventi di massa – ha aggiunto il presidente dell’Ordine dei medici – È fuori da ogni dubbio che dovremo convivere con il virus fino al vaccino, e stare quindi all’erta. Non possiamo immaginare piazza Duomo gremita in pieno Covid, non sarebbe possibile. Si dovrà necessariamente fare un passo indietro se non ci saranno le condizioni».
Quello di Spata non è una stroncatura a priori, piuttosto un richiamo a un atteggiamento prudente. Lo stesso che sembra non essere stato preso in considerazione dal Comune nel bando di gara. Nel capitolato, infatti – almeno nel testo sin qui pubblicato quale allegato della determinazione a contrarre la gara – non si fa alcun accenno alle possibili conseguenze del contagio né si chiedono specifici interventi di messa in sicurezza dei luoghi che dovranno ospitare la manifestazione natalizia.
Una sottovalutazione del rischio forse eccessiva, che ha innescato un dibattito sia in sede politica, sia in sede medico- scientifica.
Carlo Perno, virologo dell’Università statale di Milano, concorda con la tesi di Spata. «Stiamo parlando di Natale – dice – un periodo freddo nel quale gran parte degli esperti, non tutti in verità, prevede una recrudescenza del Covid. A ragion veduta, anche io credo che, guardando i dati attuali, il virus potrebbe tornare in Europa dai Paesi dell’emisfero australe o da quelli in cui attualmente sta mietendo vittime».
Insomma, dice Perno, «il pericolo che torni il virus è forte. Vero è che siamo in grado di gestire l’emergenza, e sicuramente non avremmo un numero di morti nemmeno paragonabile a quello degli ultimi mesi, ma qualsiasi iniziativa di massa dovrà essere modulata sulla base di un rischio che c’è e va comunque messo in conto. Non so proprio dove prenda tanta sicurezza chi dice che a Natale non ci sarà nulla».
Secondo il virologo della Statale, «il vero problema sarà l’affollamento. Alle bancarelle così come nei locali. Gli ingressi dovrebbero essere comunque contingentati e potrebbe non esserci spazio per tutti».

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