Mense comunali, la sperimentazione è già terminata. Torna il bollettino

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Tutti in coda dal tabaccaio per ricaricare le tesserine per pagare le mense scolastiche, ma dal negoziante l’amara sorpresa. «Il Comune non ci ha confermato il servizio». Sperimentazione finita quindi e giorni di disorientamento per i genitori degli alunni delle scuole primarie di via Fiume e via Cuzzi a Como. In queste due scuole per 439 utenti era partito un nuovo sistema di pagamento dei pasti. Attraverso una sorta di carta di credito ricaricabile si provvedeva al pagamento anticipato dei pasti presso alcuni esercizi commerciali convenzionati con il Comune (bar e tabacchi).

Il credito era libero, fino a un massimo di 300 euro, il costo della ricarica 80 centesimi per ogni transazione. Un discreto risparmio rispetto al sistema consueto dei bollettini postali mensili (che comportano un costo di 1 euro e 30 centesimi).
Ogni famiglia poteva verificare la propria situazione (credito e giorni di presenza) digitando il proprio codice utente e la password (anche questa comunicata nella lettera inviata) su un apposito portale. Il sistema era piaciuto ai genitori, tanto che pensavano venisse riproposto anche quest’anno. Invece «la sperimentazione è terminata – fanno sapere da Palazzo Cernezzi – era già previsto così».
«Ora dovremo valutare l’efficacia del servizio e la possibilità di estenderlo eventualmente anche ad altri istituti – spiega il dirigente del settore Servizi scolastici, Massimo Patrignani – Non era possibile partire già da quest’anno con il sistema esteso».
Il servizio era particolarmente all’avanguardia: comunicando il proprio numero di cellulare, si poteva usufruire anche di un “Sms Alert” che consentiva di ricevere via telefono indicazioni e avvisi sul termine del credito.
Le assenze effettuate dai bambini a scuola si potevano scalare dal conto dei pasti con una semplice telefonata a un numero verde gratuito. Ora invece sono tornati i bollettini.

Nella foto:
Una delle mense comunali di Como

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