Metà del consiglio camerale alla coalizione degli industriali

Notificato il decreto della Regione Lombardia
Confcommercio e Confartigianato perdono un seggio rispetto al precedente mandato
La corsa alla presidenza della Camera di Commercio di Como è iniziata ufficialmente ieri mattina, quando sui computer delle associazioni di categoria sono stati recapitati, a una settimana di distanza dalla firma del governatore Roberto Maroni, i numeri contenuti nel decreto di nomina del nuovo consiglio di via Parini.
Le indiscrezioni della vigilia sono state confermate. Gli apparentamenti tra categorie hanno dato l’esito più o meno atteso.
Industriali, Cna, Cdo, Confesercenti e Confcooperative hanno ottenuto 14 seggi, uno in più rispetto al mandato precedente. Confartigianato e Confcommercio hanno perso per strada un rappresentante, fermandosi a 9 seggi. Gli altri 5 nuovi consiglieri camerali sono stati assegnati alla Cisl, alla Federconsumatori Cgil, alla Coldiretti, all’Associazione dei Bancari (Abi) e agli ordini professionali, che per la prima volta esprimono un proprio rappresentante nel parlamentino di via Parini.
Le associazioni hanno adesso 30 giorni di tempo per comunicare alla Regione i nominativi dei rispettivi “eletti”. All’interno dei raggruppamenti si dovranno fare anche le suddivisioni per categorie. A questo punto, prende il via la girandola di consultazioni e di telefonate che andrà avanti sino all’ultimo minuto prima del voto per il presidente.
I candidati di cui si è parlato nei mesi scorsi sono già stati messi da parte. La partita è ricominciata da zero. A parole, tutti i protagonisti dicono di volere trovare una soluzione unitaria. «Spero che tutti vorranno convergere su un nome in grado di rappresentare l’intero mondo economico comasco – dice Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti ed esponente del raggruppamento “vincente” – Non è interesse di alcuno alimentare conflitti».
«I numeri della Regione hanno tracciato il percorso che ci porterà all’elezione del presidente – ripete Giansilvio Primavesi, presidente della Confcommercio – Adesso ci attiveremo con gli altri dirigenti delle associazioni per individuare un programma e concordare una direzione politica. Nomi? Non ne faccio – dice il numero uno di via Ballerini – Danneggerei soltanto chi dovesse finire sulle pagine del giornale».
Di «svolta necessaria» parla invece Gerardo Larghi, segretario generale della Cisl dei Laghi. Il sindacato di via Brambilla confermerà nel consiglio camerale l’uscente Gloria Paolini. «In questo momento mi pare che vi siano due gruppi di maggiore peso. Ascolteremo i programmi di entrambi e poi decideremo come comportarci. Ho già detto che noi non stiamo con nessuno in modo preordinato», annuncia Larghi segnando, rispetto al mandato precedente, una certa discontinuità di posizione.
«Sulla passata gestione della Camera di Commercio – aggiunte il segretario della Cisl – non posso che dare un giudizio di sufficienza. Troppo forte è stato l’interesse per un certo mondo e troppo poco invece per il lavoro. Noi attendiamo proposte concrete su fondo provinciale, frontalieri, campus. Risposte vere, non generiche».
E sul presidente, Larghi traccia un profilo “renziano”: «Serve una persona che rappresenti il domani e non il passato. C’è bisogno di idee nuove e di una una ventata di aria fresca», conclude.

Nella foto:
Nel giro di 30 giorni, la Camera di Commercio di Como avrà un nuovo consiglio

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