Metalmeccanico e legno-arredo solo per persone qualificate

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Gli artigiani

(a.cam.) Lo stipendio arriva a superare i 2mila euro mensili. Eppure, gli addetti alle macchine a controllo numerico, figure chiave nel settore metalmeccanico, sul Lario sono difficili da reperire. Si tratta di tecnici che sanno far funzionare macchinari che lavorano i metalli in modo computerizzato, periti o diplomati in una scuola professionale specifica. «Abbiamo sempre avuto difficoltà a trovare queste figure specializzate – spiega Enrico Benati, presidente di Cna Como – E dire che si tratta

di un lavoro ben retribuito, per il quale si possono guadagnare anche duemila euro al mese e oltre. Si devono avere basi di matematica, trigonometria e geometria, oltre a conoscere alcuni linguaggi delle macchine. È una professione che non si improvvisa e la richiesta non manca, anzi».
Spostandosi nel settore del legno, la situazione non è molto diversa. «In questo campo però, soprattutto in Brianza, le occasioni di formazione sono più consistenti – spiega Benati – Il dibattito è aperto, occorre trovare il modo di creare figure specializzate che, dopo il diploma, siano in grado di essere tecnici operativi in azienda».
La crisi porta a cercare diplomi concreti. «Sulla formazione siamo indietro rispetto al resto dell’Europa – dice il presidente degli artigiani comaschi – Il Paese non si rinnova se non facciamo tutti insieme questo sforzo. Occorre più concretezza negli studi. Oggi abbiamo giovani che hanno una buona base culturale e devono avere uno spirito di sacrificio per potersi conquistare uno spazio. Lavoro da 45 anni nel settore metalmeccanico e non ho ancora finito di imparare».

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