Metta World Peace: l’abbraccio di Cantù al campione americano

Centro sportivo Toto Caimi di Cantù, Ron Artest, alias Metta World Peace fa visita agli allenamenti della pallacanestro Cantù. Con lui Davide Marson e Nicola Brienza

Non proprio un “bagno di folla” ma entusiasmo sì, tanto e alcuni spettatori Vip per Metta World Peace ieri a Cantù. L’orario lavorativo – in pieno pomeriggio – non ha certo favorito l’afflusso dei tifosi della squadra brianzola, ma oltre una cinquantina di supporter non ha voluto mancare all’incontro con uno dei giocatori più importanti che hanno mai vestito la casacca della formazione brianzola. Lo statunitense, in questi giorni in Italia, è arrivato al centro Toto Caimi per un saluto alla formazione allenata da coach Nicola Brienza.
Ad accoglierlo la nuova dirigenza della società brianzola, capitanata dal presidente Davide Marson. Presenti anche Andrea Mauri, amministratore delegato in pectore della società e Sergio Paparelli, altro membro del cda.
Con l’ex di Lakers, New York, Chicago c’era anche Anna Cremascoli, numero uno del club brianzolo nel 2015, quando il campione dell’Nba fu ingaggiato e clamorosamente portato in Italia dopo una sua esperienza cinese.
Metta World Peace si è soffermato con il “collega” coach Nicola Brienza.
Dopo il suo ritiro nel 2017 l’ormai 40enne nato Ronald William Artest è stato ingaggiato come assistant coach dei South Bay Lakers in D-League.
Metta ha parlato con i giocatori e poi ha seguito l’allenamento della squadra, che si sta preparando per la trasferta di domenica prossima a Venezia.
«Ho bellissimi ricordi di Cantù e dell’Italia – ha detto Metta World Peace – Negli Usa c’è grande considerazione per il vostro campionato. Ho ritrovato amici dell’epoca e ho incontrato con piacere i nuovi dirigenti. Ho stima di coach Nicola Brienza e fiducia nel suo lavoro. Ovviamente continuo a seguire Cantù, anche perché i suoi tifosi mi seguono e mi scrivono sui social. Della mia esperienza di qualche anno fa ho solo il rimpianto di non aver vinto lo scudetto: era l’aspettativa con cui sono venuto in Italia».
Per Metta gli applausi del pubblico e il rituale di foto e autografi: anche se con Cantù nel 2015 disputò soltanto 13 incontri, l’americano è rimasto nel cuore dei tifosi. Un amore peraltro ricambiato come in questa occasione.


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