Mezzo milione di multa dallo Stato. Tre Comuni sotto la scure del Viminale

Il caso – Sono stati sanzionati per decreto Cabiate, Lurago d’Erba e Mozzate
Il sindaco Luca Denis Bettoni: «La situazione è drammatica»
Non bastavano il taglio lineare delle risorse, l’obbligo di ridurre le spese, le draconiane manovre del governo tese a raschiare il fondo di un barile vuoto. Adesso, sui Comuni piovono anche le multe. «Sanzioni», le definisce il ministero dell’Interno. Salassi, se visti dalla prospettiva dei sindaci.
Il Viminale ha pubblicato l’altro giorno il decreto con cui si formalizza il breve elenco – sono in tutto 43 Comuni e una Provincia (Lecco) – degli enti locali che non hanno rispettato

il patto di stabilità nel 2010.
Tre di questi paesi sono comaschi: Cabiate, Lurago d’Erba e Mozzate. Complessivamente, il ministero ha appioppato ai Comuni lariani una sanzione di quasi mezzo milione: 129.434 euro a Cabiate, 107.645 euro a Lurago d’Erba e 236.118 euro a Mozzate. La multa sarà pagata in automatico, con la riduzione dei trasferimenti. In realtà, nel solo caso di Mozzate i mancati incassi non saranno sufficienti a coprire l’ammenda, ragione per cui il Comune della Bassa dovrà pure staccare un assegno di quasi 62mila euro a favore della ragioneria generale dello Stato.
Il meccanismo di queste sanzioni è semplice. Chi non rispetta il patto di stabilità, ovvero non chiude i propri bilanci nei limiti di spesa imposti, viene punito con il taglio dei trasferimenti: il 3% delle entrate correnti.
Per gli enti locali, già in difficoltà e alle prese con risorse sempre più scarse, un’ulteriore riduzione è durissima da sopportare.
«Per noi sono molti soldi – dice Luca Denis Bettoni, sindaco di Mozzate – domani sera (oggi, ndr) abbiamo il consiglio comunale per votare l’assestamento. Siamo alle prese con un inatteso squilibrio. La verità è che se non si mette riparo a questo tipo di contabilità, presto qualche Comune sarà costretto a fare default».
Bettoni descrive poi una situazione sociale drammatica. «Ho la fila di gente che chiede aiuto, che non ce la fa. La spesa sociale aumenta tutti i giorni, se ci si mette anche lo Stato a chiedere soldi è la fine».
Maurizio Brenna, sindaco di Cabiate, spiega di aver sforato il patto di stabilità «per salvaguardare le imprese locali. Nel 2010 abbiamo deciso di pagare le ditte che avevano lavorato per noi. Anche noi avevamo un limite di spesa pur avendo in cassa i soldi, abbiamo preferito saldare i debiti».
Giovanni Boffi, assessore alle Finanze di Lurago d’Erba, sapeva della sanzione. «Non riusciamo a rispettare il patto in quanto abbiamo costruito la nuova mensa spendendo mezzo milione. Non potevamo rinunciare perché avremmo dovuto rifiutare a un contributo regionale di 400mila euro».

Dario Campione

Nella foto:
Complessivamente, il ministero dell’Interno ha appioppato ai Comuni lariani una sanzione di quasi mezzo milione

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