Milano-Como, disastro treni: passeggeri stipati in quattro carrozze. «Una situazione indecente. Siamo stanchi di essere maltrattati».
Cronaca

Milano-Como, disastro treni: passeggeri stipati in quattro carrozze. «Una situazione indecente. Siamo stanchi di essere maltrattati».

Settembre nero per i pendolari comaschi. Ennesimo intoppo infatti, lo scorso venerdì, per i viaggiatori che utilizzano i treni Trenord tra Como e Milano. E i toni della protesta sono accesi. «Una situazione indecente. Siamo stanchi di essere maltrattati».
Questi i primi commenti di Ettore Maroni, portavoce del comitato Pendolari Como che denuncia come centinaia di passeggeri siano stati ammassati in un treno di quattro carrozze. In ritardo, ovviamente. «Ci risiamo – scrive Ettore Maroni – Come già accaduto giovedì, anche venerdì il treno Tilo 25528 delle 18:10 da Milano centrale diretto a Lugano è previsto in partenza con la sezione di coda chiusa per mancanza di personale. La solita cronaca: il treno da Chiasso arriva in ritardo di 10 minuti (questa volta con sole 8 carrozze quindi già insufficiente). Manca personale, il capotreno fa scendere le centinaia di passeggeri che si sono sedute nella sezione di coda e li invita ad ammassarsi sulle sole 4 carrozze di testa (o in alternativa a prendere il treno successivo)». E’ il caos: il capotreno, raccontano i pendolari, chiama Polfer ed esercito per farsi autorizzare la partenza. Decine di persone restano a terra, il treno parte con 21 minuti di ritardo e i passeggeri sono ammassati nelle uniche carrozze aperte.
Oltre al danno, aggiunge Maroni, una comunicazione ufficiale che suona come una beffa. «La app di Trenord pubblica che il ritardo è dovuto a passeggeri non in regola con il biglietto. È indecente. Meriteremmo delle scuse invece che bugie. Si presentano con un treno di quattro carrozze il venerdì sera alle 18.10 sapendo benissimo che è gravemente insufficiente per trasportare migliaia di pendolari e turisti, non danno nessuna assistenza alla clientela e la accusano ingiustamente di essere la causa del problema? Vergogna».

8 settembre 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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