Missione Olimpiadi, Aisha Rocek è carica

Rocek Tontodonati

Aisha Rocek, classe 1998, è cresciuta in una famiglia di sportivi (papà canottiere, mamma pallavolista) e, agonisticamente nella Lario. Ora è tesserata per il Gruppo sportivo Carabinieri e sta per vestire la maglia azzurra di canottaggio alle Olimpiadi. La finale della sua gara sarà il 29 luglio. Con lei in acqua Kiri Tontodonati nel “due senza femminile”: a seguirle da vicino, il tecnico comasco Stefano Fraquelli, che dal direttore Francesco Cattaneo ha la delega a guidare il gruppo delle donne.

La squadra italiana del remo – di cui fa parte anche l’altro lariano Pietro Ruta – è da giorni in Giappone e dallo scorso fine settimana ha raggiunto il villaggio olimpico dopo gli allenamenti a Lake Suwa, dove quotidianamente è stati seguita e applaudita da un folto pubblico di appassionati locali, come testimoniato dagli stessi atleti sui “social”.
«Ho iniziato tardi a praticare canottaggio – racconta Aisha – Fino al 2015 giocavo pallavolo, ma poi questo sport non mi appassionava più e papà mi ha indirizzata sui remi. Una scelta che alla fine si è rivelata azzeccata, visto che nel giro di pochi anni sono riuscita ad arrivare alle Olimpiadi».
Quella del “due senza” è una prova che nelle ultime edizioni delle Olimpiadi ha sempre visto protagoniste atlete della Lario: Sara Bertolasi e Claudia Wurzel hanno gareggiato a Londra 2012 e hanno chiuso al decimo posto; a Rio 2016 la stessa Bertolasi era di nuovo in lizza con Alessandra Patelli (per loro, l’undicesima piazza). Ora a Tokyo tocca alle due “oriunde” del gruppo, visto che Aisha ha i genitori delle Repubblica Ceca, mentre Tontodanti è di origine australiana (le due in azione, nella foto sopra Carbonara/ Canottaggio.org).

Per la giovane Rocek, l’ascesa nel canottaggio è stata dunque recente: «Nel 2017 sono entrata nel gruppo Senior dell’Italia – racconta – e ho fatto, come è giusto, tanta gavetta. È stato un periodo in cui ho imparato molto; nel 2018 ho partecipato al Mondiale e poi nel 2019 io e Kiri abbiamo ottenuto il pass per le Olimpiadi di Tokyo, conquistando la finale ai Mondiali di Linz, oltre al bronzo europeo».
Il 2020, si sa è stato caratterizzato dall’emergenza sanitaria e dal rinvio delle Olimpiadi al 2021. Aisha, al pari dei suoi colleghi, si è lungamente allenata a casa. Con lei anche il fratello gemello Patrick Rocek, che pure è nel giro della Nazionale. Un anno fa, in ogni caso, la coppia Tontodonati-Rocek si è tolta la soddisfazione di conquistare l’argento agli Europei, di Poznan, in Polonia, una delle manifestazione che la Federazione internazionale è riuscita a recuperare.

Ma ora è tempo di pensare alle Olimpiadi di Tokyo, quello che per la comasca è l’appuntamento più importante della carriera. Ma, considerata la sua giovane età, può anche essere considerato un punto di partenza. «Sono sempre stata molto fredda – spiega la portacolori di Lario e Carabinieri – ma devo dire che alla vigilia di questo evento ho sentito molto la pressione. Una situazione che è stata gestita con lo staff della Federazione, che è stato al nostro fianco in ogni momento».
«Alla fine mi sono resa conto che quella dei Giochi di Tokyo sarà una grande esperienza – aggiunge Aisha Rocek – e che non potevo sprecare il tempo cammino di avvicinamento con troppi pensieri. È giusto pensare positivo, al fatto che c’è stata una bella crescita del settore femminile, che a queste Olimpiadi porta ben undici atlete, un numero che non è mai stato così alto. In questa vigilia la carica è davvero molto alta».
In conclusione, l’azzurra del remo tiene a fare una serie di ringraziamenti. «Prima di tutto penso alle società, la Canottieri Lario, in cui sono cresciuta e il Gruppo sportivo Carabinieri, che mi è sempre vicino. Un pensiero anche per il tecnico Stefano Fraquelli e a mio fratello Patrick, che mi spronano sempre a dare il meglio».

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