Moderno Feudalesimo

Ritorno al medioevo
(da.c.) La definizione di privilegio è chiara, basta prendere in mano un qualunque dizionario della lingua italiana e cercare la relativa voce: «Diritto, concessione particolarmente vantaggiosa accordata a una o a poche persone in deroga alla norma comune». Nel Medioevo, il privilegio era l’atto con cui un re, l’imperatore o il papa concedevano particolari diritti di immunità o di esenzione ai propri vassalli. Privilegio in cambio di fedeltà assoluta. Un metodo baronale, che in uno Stato

di diritto non dovrebbe trovare terreno fertile.
E invece no. Nel 2011 torna a fare capolino il feudalesimo. Scatta ancora una volta il privilegio. Del ticket.
Il sindaco di San Fermo della Battaglia, Pierluigi Mascetti, dopo aver obbligato le mamme a far nascere i loro bambini nel piccolo comune in cui “regna” (eletto democraticamente, per carità) da alcuni anni, conducendo una battaglia all’ultimo foglio di carta bollata, adesso ne ha inventata un’altra.
Meno elegante, a dire il vero, più odiosa e sgradevole, ma altrettanto rumorosa: il parcheggio gratuito per i concittadini nell’autosilo del Sant’Anna. Chi risiede a San Fermo non paga il biglietto. Posteggia come, quando e dove vuole. Utente di serie A. Sul parabrezza, al posto del tagliandino, si espone la carta d’identità. E dalle tasche non scivolano gli euro che tutti gli altri, invece, sono costretti a versare nelle casse del Comune.
I residenti, ricordiamolo, sono anche gli elettori. Mascetti non potrà ricandidarsi, alla scadenza del mandato, perché la legge non glielo permette. Ma la sua maggioranza spera probabilmente di raccogliere qualche consenso in più facendo spendere qualche eurino in meno.
Una manovra che si può definire in un solo modo: inaccettabile.
Mascetti forse non se ne rende conto, ma il parcheggio gratis per i residenti è un errore sotto tutti i punti di vista. Soprattutto perché offende chi in ospedale va non potendone fare a meno. I malati, i pensionati, le persone in difficoltà devono pagare fino a 4 euro al giorno, i residenti (anche quelli che vivono a poche centinaia di metri) vanno via lisci.
In nessun altro posto accade una cosa simile. Soltanto a San Fermo, dove a causa di un accordo di programma scritto probabilmente troppo in fretta è stato consentito al Comune di fare cassa con la gestione dei parcheggi. Sì, perché il punto chiave di questa vicenda grottesca sta qui: nel fatto che San Fermo della Battaglia possa riempire il proprio bilancio con i ticket delle auto di pazienti, personale e visitatori del nuovo Sant’Anna. Altrove, in un Paese civile, l’ospedale sarebbe stato costruito senza patteggiare alcunché. E i soldi del parcheggio reinvestiti nella sanità e nella salute dei cittadini. Invece no. A San Fermo la montagna di soldi che i comaschi pagano per la sosta -carissima – nell’autosilo di via Ravona finisce dritta negli ampi cassetti del municipio. E chi s’è visto s’è visto.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.