Molestata e minacciata in piazza Grimoldi: rinviato a giudizio il presunto aggressore

Palazzo di giustizia

Non ha mai cambiato la propria versione dei fatti, sostenendo di essere stato a casa quella sera (perché non si sentiva bene) e negando, di conseguenza, di essere lui l’uomo che avrebbe palpeggiato e molestato, sotto la minaccia di una bottiglia di vetro, una ragazza all’epoca 23enne che rincasava dopo un sabato sera trascorso con gli amici.
Una violenza che sarebbe avvenuta tra i Portici Plinio e piazza Grimoldi, nel pieno centro storico di Como.
Anche di fronte al giudice dell’udienza preliminare, l’indagato (un venezuelano 43enne) ha mantenuto la posizione in merito ai fatti del marzo 2019: il magistrato l’ha però pensata diversamente, rinviandolo a giudizio in una udienza collegiale che si aprirà nel maggio del 2021.
La Procura di Como – pubblico ministero Massimo Astori – ritiene il sudamericano l’autore del brutto fatto di cronaca avvenuto intorno all’una di notte.
La ragazza, mentre camminava in direzione della propria auto, fu sorpresa alle spalle, spinta contro una colonna, spogliata delle giacca e del maglione che indossava e palpeggiata, il tutto sotto la minaccia di una bottiglia di vetro rotta. La giovane sentì venire meno le forze e cadde a terra, spaventando l’aggressore che fuggì. Il martedì successivo la ragazza si trovò però di fronte a quello che ritenne essere il suo aggressore, individuato su una panchina ai giardini pubblici di Como. Per questo motivo chiamò la polizia e segnalò quando aveva appena visto. Le indagini e le perquisizioni permisero agli agenti di recuperare indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati dall’uomo ricercato per le molestie, abiti che erano stati indicati dalla ragazza nella sua denuncia. La difesa tuttavia, ha sempre sostenuto il contrario: «Noi crediamo di avere raccolto elementi che possano avere un ruolo decisivo nel processo – ha commentato l’avvocato Antonio De Spirito – Anche la descrizione dell’aggressore fatta dalla vittima nella denuncia poco si concilia con il mio assistito. Attendiamo di poterci difendere in aula di fronte al Collegio di Como».

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