Molestie alla scuola guida: lunedì dal giudice

Palazzo di giustizia, tribunale di Como (via Cesare Battisti)

È stato fissato per lunedì della prossima settimana l’interrogatorio dell’istruttore comasco di scuola guida, accusato da una sua allieva di molestie nel corso di una lezione pratica. L’uomo, difeso dall’avvocato Barbara Gatti, avrà l’occasione di fornire la propria versione dei fatti su quanto gli viene contestato dal pubblico ministero Massimo Astori. Il pm, accogliendo le risultanze dell’indagine della squadra Mobile, ha infatti chiesto la misura cautelare dei domiciliari, mentre il giudice ha poi ritenuto sufficiente l’interdittiva con il «divieto assoluto a esercitare l’attività di insegnante di scuola guida e le attività di insegnamento con riferimento a tutte quelle attività che consentano un rapporto personale ed esclusivo con studenti».

L’uomo, un 68enne ex insegnante di scuola superiore residente a Como, è indagato a piede libero con l’ipotesi di reato di violenza sessuale. A interrogarlo sarà il giudice delle indagini preliminari Carlo Cecchetti, lo stesso che ha firmato la misura a suo carico. Secondo la ricostruzione accusatoria, nel corso delle lezioni pratiche della scuola guida per cui lavora, con sede a Como, avrebbe allungato le mani su una ragazza che stava cercando di ottenere la patente. Baci, strusciate, palpeggiamenti delle gambe mentre la giovane guidava, che hanno convinto la ragazza prima a lasciare la scuola, poi a denunciare l’istruttore alla Procura della Repubblica. È nato così il fascicolo coordinato dal pubblico ministero Massimo Astori, che nella giornata di martedì ha portato gli uomini della squadra Mobile di Como a notificare al sospettato la misura cautelare interdittiva.


Secondo il giudice firmatario della misura, l’indagato avrebbe imposto i propri comportamenti contro la volontà della ragazza che lo ha denunciato, che a sua volta non avrebbe avuto alcuna ragione di risentimento nei confronti dell’istruttore, motivo che renderebbe il suo racconto completamente credibile.
I fatti sarebbero avvenuto tra l’8 luglio 2020 e il 3 settembre sempre del 2020.

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